Ue, tagli ai fondi per l'agricoltura. Mastrocinque: ''Così l'Europa contraddice se stessa''

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"Nel 2018, presupponendo che non ci saranno ulteriori cambiamenti di politiche, il deficit italiano scenderà a 1,7%, sostenuto dalla crescita economica e da alcune misure contenute nel bilancio 2018".

"I rischi per la crescita economica in Italia sono aumentati: l'incertezza politica è diventata più pronunciata e, se prolungata, potrebbe rendere i mercati più volatili e avere effetti sulla fiducia nell'economia e sui premi di rischio" (cioè sugli spread dei titoli pubblici rispetto ai corrispondenti titoli tedeschi). "Il rapporto debito/Pil ha raggiunto il suo picco nel 2017, a 131,8%, anche a causa del sostegno alle banche, e progressivamente scenderà a 130,7% nel 2018 e 129,7% nel 2019, principalmente come risultato di una crescita più forte del Pil nominale", si legge nel rapporto. Tutto questo fa dell'Italia il fanalino di coda per la crescita, la più bassa dei 28 Paesi. Prime posizioni invece per Malta (5,8% e 5,1%) ed Irlanda (5,7% e 4,1%).

Gli sforzi strutturali fatti dall'Italia per il 2018 "sono pari a zero, questi sono fatti che emergono dalle nostre previsioni e possiamo anche trarne delle conclusioni in termini di sorveglianza dei conti ma non è una lezione da trarre oggi, ne parleremo nel pacchetto di primavera" del 23 maggio: lo ha detto il commissario agli affari economici Pierre Moscovici rispondendo a chi gli chiedeva se l'Italia avesse fatto lo sforzo di 0,3% che la Ue aveva chiesto al Governo.

Dispersi nell'Atlantico due velisti italiani: nessuna traccia da due giorni
Dalle prime notizie si apprende che l'imbarcazione si è dispersa in un tratto dell'oceano tra le Isole Azzorre e Gibilterra . I due erano salpati da Martinica il 7 aprile e, dopo uno scalo intermedio, il 28 aprile erano ripartiti per Gibilterra .

Confermato anche il trend positivo dell'occupazione registrato a partire dal 2015. Per entrambi i Paesi il PIL 2018 crescerà dell'1,5%, per poi rallentare a +1,2% nel 2019. "Grazie all'aumento della partecipazione, la disoccupazione scende" a 10,8% nel 2018 e 10,6% nel 2019, continua la Commissione Ue.

"Il più grande rischio" per le previsioni "rosee" per l'eurozona "è il protezionismo, che non deve diventare la nuova norma". E' quanto emerge dalle previsioni economiche di primavera della Commissione Ue. "Tra le mine all'orizzonte si citano la possibilità di un'accelerazione del rialzo dei tassi e l'escalation del protezionismo commerciale che costituisce un chiaro rischio negativo per le prospettive economiche globali".

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