Visco: tempesta dei mercati non ha giustificazioni, se non emotive

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"Nei prossimi mesi saranno affrontate questioni di grande rilievo, la governance dell'Unione, il suo bilancio pluriennale, la revisione della regolamentazione finanziaria".

In mezzo al caos politico venutosi a creare, il governatore Visco presenta il consueto rapporto sullo sviluppo economico dell'Italia nell'ultimo anno in cui - scrive il sito Quartz - la persistente debolezza dell'economia del paese ha portato alla formazione di una coalizione di partiti populisti che hanno messo a repentaglio il posto dell'Italia nell'area dell'euro. Lo scenario più probabile sarebbe quello di una crescita moderata e di un'inflazione in graduale aumento. E' a tutti evidente la delicatezza e la straordinarietà del momento che stiamo vivendo (...) chiedo a chi governa il Paese "lungimiranza" (...) le norme entro cui operiamo possono essere discusse, criticate.

Soprattutto ha ricordato "il rischio gravissimo di disperdere il bene insostituibile della fiducia: fiducia nella solidità del nostro risparmio, fondata sulla capacità di superare gli squilibri finanziari, economici e sociali; la fiducia nel nostro futuro, da non disperdere in azioni che non incidono sul potenziale di crescita dell'economia, ma rischiano di ridurlo".

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Essenziale consolidamento dei conti pubblici "Se le tensioni degli ultimi giorni si riassorbiranno, anche il costo del debito si ridurrà seppure leggermente con il venire a scadenza di titoli collocati in passato a tassi più elevati di quelli di nuova emissione".

Un attacco, per nulla in sordina, al contratto di governo Lega-M5S, quello che il governatore dice nella sua Relazione annuale dell'istituto da lui presieduto. Sono "possibili interventi mirati volti a ridurre qualche rigidità", ma "compensati in modo da assicurare l'equilibrio attuariale del sistema". Poi ha aggiunto: "Non sono le regole europee il nostro vincolo, è la logica economica: a essa e strettamente connesso l'obbligo, che tutti abbiamo, di non compromettere il futuro delle prossime generazioni: accrescere il debito vuol dire accollare loro quello che oggi non si vuol pagare". Al momento l'Italia gode ancora di una forte credibilità a livello internazionale: la fiducia nell'Italia "è grande, sul piano economico e su quello civile" e questo "al di là di meschine e squilibrate valutazioni", ha detto, citando alcuni articoli contro l'Italia comparsi nella stampa estera.

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