1,4% nel 2018 e +1,1% nel 2019

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Così l'Ocse nel suo ultimo 'Economic Outlook' nell'approfondimento dedicato all'Italia. Intanto "riflettendo un'accresciuta percezione dell'incertezza politica, i rendimenti dei titoli di Stato ultimamente sono saliti". La "Brexit e l'incertezza politica in Italia - spiega ancora il rapporto - potrebbero aggiungere pressioni alla crescita dell'area euro".

Secondo gli economisti, le "priorità" italiane dovrebbero spettare allo spostamento della spesa verso le infrastrutture e al miglioramento dei piani centrati sul contrasto alla povertà per "affrontare gli ampi divari, sociali e regionali" e così imprimendo una spinta alla crescita.

"Una riforma del sistema di tassazione sulle persone fisiche dovrebbe mirare al contrasto all'evasione fiscale semplificando le agevolazioni fiscali e abbassando le aliquote per i redditi bassi, senza contrarre il gettito fiscale", si legge nell" Economic Outlook'.

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Anche il fondatore di Iliad , Xavier Niel , ha partecipato alla cerimonia per lo sbarco dela compagnia telefonica in italia . Ha vissuto a Londra e Parigi, dove ha fondato una start-up specializzata nella vendita di accessori per smartphone.

Dal rapporto Economic Outlook emerge che la crescita stimata per l'Italia tra il 2018 e il 2019 è tra le più basse di tutta l'area Ocse, insieme a quella del Giappone - data all'1,2% per entrambi gli anni. A marzo l'organizzazione aveva confermato previsioni per un +1,5% per il 2918 e un +1,3% nel 2019.

Quanto all'Italia, l'OCSE ha previsto un rallentamento del PIL all'1,4% nel 2018 e all'1,1% nel 2019 in scia ad un'attenuazione della crescita degli investimenti - che resta comunque "robusta" - e alla perdita di vigore della ripresa dell'occupazione - il tasso dei senza lavoro si dovrebbe attestare all'11% nel 2018 e al 10,8% l'anno successivo - che porterà ad un peggioramento dei consumi privati. Ma la qualità del lavoro è peggiorata, poichè la maggioranza dei nuovi posti di lavoro è a tempo determinato. Questi indicatori, sostiene l'Ocse, suggeriscono che l'economia sta perdendo slancio. "L'Italia è parte dell'Europa e parte dell'euro e resterà così", ha detto a margine della Ocse week 2018 a Parigi.

"Abbiamo raggiunto livelli simili ai livelli pre-crisi". Partendo da una visione globale il PIL mondiale nel 2018 sarà pari al 3,8 quest'anno e al 3,9% nel 2019. "Buone notizie", "ma ci sono ancora diverse sfide" da affrontare", ha detto, ribadendo la necessità di "rifondare il multilateralismo", dinanzi ai rischi di nazionalismo, protezionismo e ripiegamento su sé stessi. Tuttavia, contrariamente al passato, l'espansione non è dovuta a un aumento della produttività o a cambiamenti strutturali, ma è legata prevalentemente al sostegno monetario e fiscale, con il secondo che - grazie alle politiche espansionistiche di molti Paesi - prende il testimone dal primo che sta tornando alla normalità. Contro la volatilità e l'aumento dello spread nel breve termine - ha continuato -, quello che non possiamo fare è stabilire politiche di lungo termine in base a ciò che ogni giorno accade sui mercati, perché lo spread sale e il giorno dopo scende e il giorno dopo risale: "bisogna dunque avere uno sguardo di medio e lungo termine".

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