A portare i migranti a Valencia saranno navi italiane

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Ieri, intanto, 4 donne incinte e un bambino sono stati trasferiti a Lampedusa.

Più in generale, il ministro pentastellato conferma che "c'è una condivisione totale all'interno del governo sulle soluzioni al problema dei migranti".

Il viaggio durerà fra i tre e i quattro giorni. Anche perché, la preoccupazione principale di tutte le organizzazioni umanitarie, è che in questo contenzioso tra stati a rimetterci siano i migranti. Tutto questo tenendo bene in mente che la Libia ha di fatto sospeso i controlli sulle proprie coste evidentemente per rivendicare il rispetto degli accordi presi con il governo Gentiloni mostrando quanto può accadere se i patti non saranno rispettati o rinnovati. Sulla nave si trova anche una corrispondente della televisione europea EuroNews che ha girato queste immagini.

L'appello dell'Onu. In tarda mattinata è arrivato l'imperativo umanitario dell'Onu: "Fateli sbarcare". E' previsto per domani mattina alle 8 l'arrivo a Catania della nave 'Diciotti' della Guardia Costeria, con 937 persone a bordo. Non abbiamo messo in pericolo la vita di nessuno, i migranti sono stati soccorsi da navi italiane. "Inoltre, stando al diritto internazionale, Valencia non è il porto sicuro più vicino". Lo ha detto un portavoce del governo della Valletta citato dal quotidiano Malta Today in una prima reazione al caso. "L'incolumità delle persone a bordo della nave Aquarius deve restare la priorità" ha aggiunto l'ong.

Lo scontro con Malta.

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E che l'abbiamo portata a porre la parola fine su quella che sembrava una splendida favola. Una crisi profonda, frutto di incomprensioni che i due non sono riusciti ad appianare.

Al termine di un vertice di oltre tre ore a Palazzo Chigi, il premier italiano Giuseppe Conte ha spiegato che il suo collega di Malta, Joseph Muscat, che ha contattato di persona domenica in tarda serata, "non ha assicurato alcun intervento, neppure in chiave umanitaria. Il regolamento di Dublino va radicalmente cambiato". I responsabili della Ong smentiscono, in realtà è stata incaricata la Marina Militare di soccorrere tutte le imbarcazioni che sono in zona e trasportare gli stranieri, proprio per evitare che si crei un nuovo caso internazionale.

E ora che succede? "È stato disposto l'invio di due motovedette con medici a bordo pronti a intervenire al fine di garantire la salute di tutti gli occupanti dell'Aquarius che dovessero averne necessità", dice sempre il presidente del Consiglio. Ma di accordare l'ingresso in un porto italiano, al momento, non se ne parla.

Il personale della nave aveva espresso forti preoccupazioni sulla sicurezza del viaggio verso il porto di Valencia.

Mentre il ministro leghista dell'Interno, Matteo Salvini, ha detto che "alzare garbatamente la voce paga, cosa che il governo italiano non faceva da molto tempo", rivendicando la chiusura dei porti decisa ieri. 229 di queste persone avevano navigato a bordo di due gommoni (uno dei quali si era ribaltato), le altre 400 erano state invece recuperate in operazioni della Guardia Costiera e della Marina italiana e successivamente trasbordate sull'Aquarius.

La questione Aquarius andava risolta in fretta anche perché il mancato soccorso da parte della Guardia costiera avrebbe potuto portare a un'inchiesta. No alle Ong, sì alle navi militari.

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