Aquarius, l'attacco francese: "Italia cinica". Conte: "No a lezioni ipocrite"

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Intervistato da "Public Sénat", Attal ha definito "vomitevole" la posizione del governo italiano.

Il caso della nave Aquarius, da giorni ferma nelle acque del Mediterraneo in quanto respinta sia da Malta che dall'Italia, con un carico di oltre seicento richiedenti asilo a bordo, provenienti da diverse regioni africane, continua a tenere banco a livello di Politica internazionale, occupando anche oggi le prime pagine dei giornali di tutto il mondo.

Il 14 aprile 2016, durante una sessione di formazione dedicata alla Scuola superiore della magistratura, è stato evidenziato un caso che fa giurisprudenza; si tratta di una sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo (Cedu) relativa a un contenzioso tra Georgia e Russia scaturito da un'espulsione di massa operata da Mosca ai danni di una comunità georgiana.

Trovare nel Parlamento italiano politici specchiati che possano impartire lezioni di integrazione è un'impresa titanica a parte poche eccezioni come Laura Boldrini o il lavoro che Possibile ha fatto in questi anni (ma che paga l'assenza di Civati tra gli eletti) o la piattaforma programmatica di Potere al Popolo (che non ha superato la soglia di sbarramento). Il compromesso raggiunto vede Fincantieri leader con il 51%, come chiedeva l'Italia, sia pur con un 1% a prestito dallo Stato francese e la Francia che mantiene un ruolo strategico nei cantieri.

Mondiali:Griezmann non svela suo futuro
Sarà un Mondiale per certi versi tormentato, quello che sta per intraprendere Antoine Griezmann . A far venire ancora di più il dubbio a Griezmann ci ha pensato Lionel Messi .

L'irritazione a palazzo Chigi è tale che si arriva anche a valutare la possibilità di far saltare la visita del premier Giuseppe Conte a Parigi venerdì prossimo.

Mossa positiva che però non basta. Macron, che si è sempre detto disposto ad accogliere solo i migranti non economici (che rappresentano il 15% degli arrivi), attacca frontalmente Roma e l'accusa di "cinismo e irresponsabilità". "Se vogliono li aiutiamo noi, aprano i loro porti e noi gli trasferiamo un po' di persone in Francia". E, proprio qui, c'è una chiave di lettura che rischia di inchiodare l'Italia che avrebbe dovuto accogliere i migranti e, dopo le procedure di rito, procedere con le espulsioni ritenute necessarie. Reduce da un duro scontro con la cancelliera Angela Merkel sui respingimenti, Horst Seehofer decide di dare un segnale di autonomia. Mentre Merkel frena e invita a "rispondere in modo unitario".

"E poi quella che c'è adesso al largo della Libia è di una Ong tedesca con bandiera olandese. Noi e l'Italia siamo sullo stesso fronte e non c'è ragione perché ci si debba dividere". Io voglio lavorare serenamente con tutti, ma con un principio: "#primagliitaliani".

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