Astori, nuova perizia shock: "Non è morto nel sonno"

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Questo sconfessa quanto emerso dall'autopsia, che invece aveva indicato nel battito del cuore troppo lento (bradiaritmia) la causa del decesso. E allora cosa è successo all'ormai ex capitano della Fiorentina Davide Astori scomparso il 4 marzo scorso nella notte che doveva portarlo a giocare da titolare la sfida Udinese-Fiorentina? In altre parole, esattamente l'opposto dell'ipotesi iniziale.

Sembra più che quello che ha portato alla morte del giovane atleta sia stato il primo episodio violento di una patologia mai manifestata in precedenza.

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E c'è di più, ed è un di più che inquieta: Astori, che quella mattina era stato trovato esanime a letto, non sarebbe morto nel sonno e forse si sarebbe salvato se avesse condiviso la camera con qualcuno che poteva dare l'allarme. "Era sereno, gentile, allegro, come sempre", aveva detto in lacrime Marco Sportiello, il portiere della Fiorentina con il quale aveva giocato alla playstation fino alle 23.

E' una perizia ponderosa e la collega ha cominciato a studiarla - ha raccontato il capo della Procura di Udine, Antonio De Nicolo -. "Non appena il lavoro sara' terminato, si decidera' se proseguire con gli accertamenti, oppure chiedere l'archiviazione del procedimento, che continua a essere a carico di ignoti". Viene alla mente la tragedia di un altro calciatore, Piermario Morosini, morto sul campo nel 2012 per una "cardiomiopatia aritmogena".

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