Commissione elezioni, vittoria a Erdogan

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Il presidente turco in carica Recep Tayyip Erdogan ha raggiunto il sostegno della maggioranza assoluta di elettori, che hanno partecipato alle elezioni presidenziali: lo ha annunciato Sadi Guven, presidente del Consiglio supremo elettorale della Turchia, citando i risultati preliminari. Oltre all'investitura presidenziale la coalizione che sostiene Erdogan mantiene la maggioranza assoluta in Parlamento, grazie al risultato sopra le attese dei nazionalisti dell'Mhp, i Lupi Grigi, alleati del partito islamico e tradizionalista Akp che governa dal 2002: praticamente da quasi una generazione i turchi non conoscono alternative. Ultranazionalisti ma anche con una componente religiosa: il fondatore dell'Mhp, il colonnello Alparslan Turkes affermava che "il nazionalismo rappresentava la politica del suo partito e l'Islam la sua anima". E questa non è una buona cosa, non soltanto perché avere la stessa persona al potere per due decenni non fa bene alla democrazia, ma anche perché finora Erdoğan - soprannominato non a caso "il sultano" - ha dimostrato di volere traghettare il suo Paese verso un modello autoritario.

Delusa l'opposizione. "La competizione non è stata equa", ha scritto Muharrem Ince, lo sfidante laico di Erdogan, ex professore di fisica "ma accetto che abbia vinto". Fino a stasera era invece ancora in stato di fermo un'italiana fermata a Batman, centro minore sempre nel sud-est, identificata come Christina Cartafesta. In Parlamento entrano ancora i filo-curdi dell'Hdp, nonostante molti leader e militanti in galera, superando la soglia di sbarramento monstre del 10%.

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Le opposizioni non hanno ancora formalmente ammesso la sconfitta, ma Erdoğan ha già fatto il suo discorso di vittoria dalla balconata della sede dell'AKP ad Ankara, in cui ha detto che "il vincitore di queste elezioni è ciascuno degli 81 milioni dei miei cittadini". Con un tasso di partecipazione di quasi il 90% la Turchia ha dato una lezione di democrazia al mondo. Erdogan ha anche dichiarato di augurarsi che "nessuno getti ombre sulle elezioni".

Per il nuovo esecutivo la priorità sarà l'economia dopo il crollo della lira turca che negli ultimi tempi ha perso il 30%. L'ultima frase è un evidente monito a chi già parlava di brogli.

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