Diritti tv, nessuna emittente raggiunge la quota minima. Adesso…

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Nello specifico, Sky si è aggiudicata i primi due pacchetti di diritti tv della Serie A 2018-21 per complessive 266 partite annue con una offerta da 780 milioni di euro medi annui per 3 anni mentre Perform ha messo sul piatto 193 milioni annui per l'ultimo pacchetto, quello da 114 match. Riparte anche 90′ minuto - ha aggiunto Micciché - siamo riusciti a ottenere maggiore elasticità da parte dei soggetti aggiudicatari per le trasmissioni in chiaro. "Ho appena chiamato il direttore generale della Rai per comunicarglielo".

Scongiurata, quindi, la scomparsa di 90° Minuto: negli ultimi giorni non erano mancate le polemiche. Ormai gli interessi economici dei club di calcio passano sopra a ogni interesse dei cittadini che hanno il diritto di godersi lo sport, anche sulla tv pubblica. Altra novità riguarda il possibile accordo tra le due piattaforme per evitare che i tifosi debbano acquistare un doppio abbonamento per potersi godere tutte le gare del massimo campionato. Le offerte hanno rispettato il prezzo minimo complessivo di 1.1 miliardi di euro? Ora non c'entra, siamo qui per parlare di diritti tv. Il termine ultimo per presentare nuove offerte e' per le 20 di questa sera.

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Sky e Perform sono rimasti in corsa per i diritti tv della Serie A. Secondo quanto si apprende da alcune fonti, Mediaset si sarebbe invece sfilata nel corso delle trattative avviate dalla Lega per ottenere rilanci dagli operatori. Nessuno dei tre pacchetti predisposti è stato assegnato, nonostante le offerte presentate da Sky, Mediaset e Perform. Alle 16.30 si riaprirà l'assemblea. In caso contrario, tra le 14 e le 20, i broadcaster potranno effettuare eventuali rilanci.

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