Dramma Astori, la perizia ribalta tutto: "Non morì nel sonno"

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Ipotesi che oggi è stata completamente ribaltata.

Secondo la perizia sulla morte di Davide Astori il cuore del capitano della Fiorentina avrebbe subito un'accelerazione anomala, il giocatore si sarebbe destato dal sonno prima della morte. In pratica, l'opposto delle ipotesi formulate inizialmente quando si parlò di bradiaritmia, cioè quando il cuore rallenta il battito fino a fermarsi definitivamente. Una perizia medico-legale capovolge la tesi portata avanti sinora sulla scomparsa di Davide Astori, avvenuta nella notte del 4 marzo scorso, mentre il capitano della Fiorentina si trovava da solo nella sua camera d'albergo a Udine, alla vigilia della gara di campionato con i friulani. L'elaborato in mano alla Procura contiene anche l'esito di "approfonditi esami istologici seriati" che gli stessi medici legali avevano indicato come necessari, ai fini di una esaustiva lettura dei fatti.

Davide Astori non sarebbe morto nel sonno.

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"Astori, l'inchiesta sulla morte passa alla Procura di Firenze", scrive quest'oggi il Corriere Fiorentino raccontando che la Procura di Udine ha trasmesso il fascicolo sulla morte del capitano della Fiorentina alla Procura guidata da Giuseppe Creazzo.

"Non posso anticipare nulla", le parole del procuratore di Udine Antonio De Nicolo. "La collega sta studiando il documento, non appena il lavoro sarà terminato decideremo se proseguire l'indagine o chiedere l'archiviazione". Lui era morto sul campo nel 2012 a causa di una cardiomiopatia aritmogena. Davide lasciava una compagna, Francesca Fioretti, e la loro bambina Vittoria di soli due anni.

Una perizia effettuata sulla sua morte però ha riaperto il caso.

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