Filippo Magnini, squalifica di 8 anni per doping

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Una notizia scuote il mondo del nuoto italiano e mondiale con la richiesta di 8 anni di squalifica per doping per Filippo Magnini, il nuotatore di 36 anni due volte campione mondiale nei 100 metri stile libero.

Magnini era da tempo indagato dalla National Antidoping Organization (Nado Italia) con l'accusa di aver commesso una doppia violazione del codice internazionale Wada: consumo o tentato consumo di sostanze dopanti (articolo 2.2) e favoreggiamento (2.9).

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La decisione, ufficiale da stamattina, è figlia dell'accordo commerciale siglato lo scorso 30 marzo con Mediaset Premium. L'offerta include sette canali Sky (di cui due di Sky Sport ) e otto canali Mediaset Premium ripartiti in due pacchetti.

Mentre per il collega ed ex compagno di Nazionale Michele Santucci, cui è contestata la violazione del solo 2.2 del codice Wada, Laviani - riporta la Rosea - chiede 4 anni. Magnini è stato coinvolto in questa vicenda nell'ambito delle indagini che erano partite nei confronti del medico romagnolo Guido Porcellini che per anni aveva seguito proprio Magnini. Perché un campione del calibro di Magnini, da sempre simbolo della lotta al doping, si accompagna a gente che importa con una certa disinvoltura dalla Cina dosi di ormoni della crescita? A giugno dello stesso anno si chiudono le indagini penali e il nome di Magnini non è tra i rinviati a giudizio. Ma non sono poche le circostanze in cui il comportamento di Magnini, secondo le conclusioni della Procura Nado, è assai discutibile. L'11 aprile di quest'anno il nuovo procuratore capo Pierfilippo Laviani convoca nuovamente Magnini, la cui posizione si aggrava: alle due violazioni se n'è aggiunta una terza, somministrazione o tentata somministrazione di sostanza vietata (articolo 2.8). Il legale dei due nuotatori, Ruggero Stincardini, ieri ha preferito non rilasciare dichiarazioni.

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