Finto prete arrestato all'aeroporto con 3 kg di eroina destinata al litorale

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Poi, dall'ispezione dei bagagli, sono spuntati fuori tre chili di eroina purissima nascosti nella custodia di un pc.

Ad incastrarlo le risposte fornite ai finanzieri dell'aeroporto Leonardo Da Vinci. Alle prime domande dei finanzieri, il finto sacerdote ha dichiarato di avere la cittadinanza americana e di essere arrivato a Roma, proveniente da Maputo, in Mozambico, passando dall'aeroporto di Lisbona, reduce da un viaggio missionario. Durante il controllo dei documenti le Fiamme Gialle hanno però scoperto come la vera cittadinanza del sedicente prete fosse in realtà nigeriana, e che l'uomo era in possesso solamente di una semplice richiesta di cittadinanza statunitense, mai accolta, che doveva servire esclusivamente ad indurre in inganno i finanzieri.

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Lo riferisce lui stesso a margine del G7 in Canada, aggiungendo che "c'è stato l'invito alla Casa bianca appena sarà possibile". Il ministro dell'Interno, inoltre, appare favorevole a introdurre i dazi anche per i prodotti che entrano in Italia.

La conferma dei sospetti è giunta con la perquisizione della borsa porta computer che celava, in appositi doppifondi, circa tre chilogrammi di eroina purissima destinata ad alimentare il mercato del litorale romano. L'equivalente di almeno 25.000 dosi che avrebbero garantito ai malviventi guadagni per oltre un milione di euro.

L'operazione, aggiungono le fiamme gialle, pone l'attenzione sul ritorno al consumo di eroina, la cosiddetta "droga dei poveri", perché il costo molto basso (anche 5 euro per una monodose da 0,1 grammi) ne favorisce la diffusione soprattutto fra i giovani.

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