Firenze: agli Uffizi apre una sala dedicata a Michelangelo e Raffaello

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L'obiettivo, ha detto Schmidt, è di "ricreare con questi accostamenti quel momento magico del Rinascimento, nel primissimo scorcio del '500, in cui Leonardo, Raffaello, Michelangelo si trovavano tutti e tre a Firenze". I Doni infatti oltre al Papa furono gli unici committenti privati che riuscirono a commissionare delle opere sia a Michelangelo che a Raffaello, mentre per la famiglia dei Nasi, Raffaello dipinse la Madonna del Cardellino che, per anni in un angusto corridoio al primo piano si riunisce adesso al Tondo Doni, dipinto più o meno nello stesso periodo.

Allo stesso tempo, il supposto Ritratto di Perugino attribuito a Raffaello da gran parte della critica, è spostato nella sala 27 per lo stesso principio di dialogo ideale tra opere e artisti, che sono evocati anche nelle loro sembianze, per farli sentire più presenti durante la visita. Nello spazio, con pareti di colore grigio soffice per esaltare la vividezza dei colori delle opere, spiccano anche altri capolavori di Raffaello: i ritratti di Guidobaldo da Montefeltro ed Elisabetta Gonzaga, quelli di Angelo e Maddalena Doni, ed il San Giovannino, le cui forme scultoree fanno da 'specchio' al Tondo. Per questo motivo entra in scena una terza personalità che grazie al confronto con Raffaello riguadagna la propria voce da solista: "Fra Bartolommeo (1473-1517), domenicano di San Marco e strettissimo amico del Sanzio, col quale dall'arrivo di quest'ultimo in città nel 1504 si instaura uno scambio intenso e ricco di conseguenze, che il visitatore infatti ora potrà ripercorre attraverso i quadri esposti".

Antonio Godoli, curatore del patrimonio architettonico degli Uffizi e responsabile del progetto insieme a Nicola Santini, ha spiegato: "I dipinti principali sono allestiti all'interno di teche vetrate che consentono di osservarli a distanza ravvicinata". La Sala di Saturno diventerà così una sorta di mostra permanente di Raffaello Sanzio e in particolare sarà possibile ammirare le opere della ritrattistica curiale come il ritratto tardo di Giulio II quello di Fedra Inghirami e il patrono Leone X con i cardinali Giulio de'Medici e Luigi de' Rossi e quello del Cardinal Bibbiena che fu sostenitore di Leone X. Qui, il Tondo Doni è il primo a figurare.

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A supportare l'intero progetto, inoltre, ci sono le associazioni Amici degli Uffizi e Friends of the Uffizi Galleries.

Il nuovo allestimento è introdotto da una lectio magistralis di Antonio Paolucci, già Soprintendente ai Beni Artistici e Storici, e Ministro per i Beni culturali e ambientali, e Direttore dei Musei Vaticani.

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