Giulia Grillo, il ministro pro-vaccini (moderata sull'obbligatorietà)

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Aver lavorato all'interno del Servizio sanitario nazionale aiuterà sicuramente Giulia Grillo a impostare un lavoro di miglioramento e aggiornamento consapevole delle necessità e difficoltà di chi lo vive quotidianamente, come medico o operatore o come cittadino in cura.

È nata a Catania, siamo d'accordo, ma è ormai messinese d'adozione il neo ministro della salute Giulia Grillo, 43enne siciliana che ha nuotato nelle acque dello Stretto di Messina percorrendo a bracciate i tre meravigliosi chilometri di mare che separano la Sicilia dalla Calabria tre mesi prima di Beppe Grillo, di cui comunque non è parente ma solo omonima. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui, -Ladyblitz clicca qui -Cronaca Oggi, App on Google Play] Nella precedente legislatura è stata vice capogruppo e capogruppo alla Camera e capogruppo nella commissione Affari Sociali.

Nella serata di giovedì 31 maggio il premier in pectore Giuseppe Conte ha presentato al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la lista dei ministri del governo che andrà a guidare, sostenuto da Movimento Cinque Stelle e Lega. In questa veste ha partecipato alle consultazioni con il presidente Sergio Mattarella, insieme al capo politico del M5S, Luigi Di Maio, e al capogruppo al Senato, Danilo Toninelli. Come nuovo ministro della Salute è stata scelta una figura di grande rilievo a livello curriculare. Si ripresenta nel 2018 all'uninominale alla Camera, al collegio di Acireale, e viene rieletta.

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Giulia Grillo è il neo-ministro della Salute, esponente del Movimento 5 Stelle, classe 1975 e specializzata in Medicina legale. Una crescita costante, fino alla carica (a rotazione) di capogruppo, giunta nel settembre 2016. Inoltre, ha criticato la Lorenzin e il governo, accusandoli di non avere fatto abbastanza per evitare la riduzione delle coperture vaccinali.

Tra le sue battaglie politiche per la sanità, c'è quella dello sblocco del turnover, con nuove assunzioni nelle agenzie sanitarie, un punto contenuto anche nel contratto di governo. Si diceva in sostanza favorevole alla "raccomandazione" e non all'obbligatorietà e scriveva a tal proposito: "Raccomandazione significa aumentare l'adesione consapevole della popolazione alle vaccinazioni, attraverso campagne di vaccinazione ed efficaci programmi di comunicazione tra medici e genitori, in modo da sviluppare un senso più alto di partecipazione dell'individuo alla gestione della salute pubblica".

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