Indagine Almalaurea: crescono gli occupati tra gli ex allievi dell'Università di Pisa

Share

La quota di laureati di cittadinanza estera è complessivamente pari al 4,6%: il 5,2% tra i triennali e il 3,6% tra i magistrali biennali.

Gli studenti del Politecnico di Torino coinvolti nel Rapporto sono 6.601: 3.412 di primo livello e 3.185 magistrali biennali (i restanti sono laureati dei corsi pre-riforma). "Abbiamo un patrimonio ambientale e culturale da offrire, non solo da tutelare e sono convinto, per questo, che gli sbocchi professionali siano parecchi".

L'età media alla laurea è 25,2 anni per il complesso dei laureati, nello specifico di 24,0 anni per i laureati di primo livello e di 26,7 anni per i magistrali biennali. Anche i ragazzi che si spostano dal centro e quelli che ritornano in Italia dopo aver frequentato una scuola superiore all'estero si iscrivono soprattutto nelle università settentrionali.

Isolando quindi i laureati triennali dell'Università di Udine che, dopo il titolo, non si sono mai iscritti a un corso di laurea (48,0%), è possibile indagare le loro performance occupazionali a un anno dal titolo. Possiede un diploma tecnico il 31,3% dei laureati: è il 35,9% per il primo livello e il 31,7% per i magistrali biennali. Il 51,9% termina l'università in corso, il voto medio è di 98,8 su 110 per il primo livello, 103,6 per i magistrali.

Il 92,3% dei laureati è soddisfatto del rapporto con il corpo docente e l'86,8% ritiene il carico di studio adeguato alla durata del corso. 89 su 100 hanno dichiarato di essere soddisfatti dell'esperienza universitaria veronese nel suo complesso. In aumento "anche la percentuale di chi si iscriverebbe nuovamente allo stesso corso dell'ateneo, al 68,9% contro il 62,2% del 2015 e soprattutto l'indicatore che misura la soddisfazione complessiva, che si avvicina a quota 90% (87,3%)".

Milan, Elliott sarà rimborsata. E il nuovo socio arriva entro fine mese
La notizia è filtrata nelle ultime ore: Li Yonghong ha trovato l'agognato socio di minoranza , scrive La Gazzetta dello Sport . Di fatto, martedì prossimo l'ad Fassone sarà ascoltato a Nyon dalla Camera giudicante che di lì a breve emetterà il verdetto .

I laureati magistrali biennali del 2016 contattati dopo un anno dal titolo sono 289, quelli del 2012 contattati a cinque anni sono 261. Dopo un anno il 56,7% risulta ancora iscritto. Il 46,4% ha svolto tirocini, il 54% ha svolto un'attività lavorativa durante gli studi universitari.

A un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione è del 55,1%, mentre quello di disoccupazione (calcolato sulle forze di lavoro, cioè su coloro che sono già inseriti o intenzionati a inserirsi nel mercato del lavoro) è pari al 29,0%.

Tra gli occupati, il 23,2% prosegue il lavoro iniziato prima della laurea, il 12,4% ha invece cambiato lavoro; il 64,2% ha iniziato a lavorare solo dopo il conseguimento del titolo. Il 9,8% svolge un'attività autonoma (come libero professionista, lavoratore in proprio, imprenditore, ecc.). Il lavoro part-time coinvolge il 31,6% degli occupati. Ad un anno dal titolo di secondo livello, secondo i dati emersi dall'indagine, se gli uomini guadagnano in media 1.303 euro, le donne in media prendono 1.041 euro. Ma quanti fanno quello per cui hanno studiato? Sono il 72,0% gli occupati che considerano il titolo molto efficace o efficace per il lavoro che svolgono. Più nel dettaglio, il 49% dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite all'università.

Le Indagini hanno coinvolto i laureati di 74 università (1) delle 75 ad oggi aderenti al Consorzio. Il tasso di disoccupazione, calcolato sulle forze di lavoro, è pari al 28,3%. Il 38,8% ha iniziato a lavorare solo dopo il conseguimento del titolo. Il lavoro part-time coinvolge il 17,7% degli occupati. Il tasso di disoccupazione è pari al 5,0%. Il 37,8% ha un lavoro a tempo indeterminato, percentuale che arriva al 66,5% dopo cinque anni. Svolge un lavoro autonomo il 21,6%. Il lavoro part-time coinvolge il 13,9% degli occupati. Le retribuzioni arrivano in media a 1.446 euro mensili netti. Il 52,1% degli occupati ritiene la laurea conseguita molto efficace o efficace per il lavoro che sta svolgendo; il 46,6% dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite all'università.

Ma dove vanno a lavorare? Poco meno del 70% dei laureati magistrali Unime lavora nel settore privato. L'ambito dei servizi assorbe il 44,3%, mentre l'industria accoglie il 53,4% degli occupati.

Share