Obbligo di accettare pagamenti con carta, dal CdS parere contrario

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Tra le novità annunciate lo scorso anno rientrava anche l'applicazione di una norma che prevedeva l'obbligo per commercianti e professionisti di accettare i pagamenti tramite carta di credito o debito grazie ai dispositivi POS (Point of Sale). "Trattasi di uno sforzo certamente apprezzabile nell'ottica di dare attuazione ad una delega finalizzata ad introdurre le auspicate misure di contrasto a comportamenti evasivi ampiamente diffusi ma certamente non condivisibile sul versante strettamente giuridico", dice il Consiglio di Stato. E ora la palla passa al nuovo esecutivo, che dovrà intervenire per modificare la norma, superando i profili di incostituzionalità e uniformando così il nostro Paese al contesto europeo.

Nonostante il provvedimento del Consiglio di Stato, è importante sottolineare che il POS resta obbligatorio.

La differenza, semmai, sta nelle "strisciate": 1.373 la media italiana annua per terminale contro le 7mila di Londra, le 6mila di Parigi, le 3mila di Berlino e, soprattutto, le quasi 14mila dell'Olanda.

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Il Ministero dello sviluppo economico, con nota numero 7137 del 28 marzo 2018, ha chiesto il parere al Consiglio di Stato sullo schema di decreto del MiSE, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Banca d'Italia, concernente il regolamento recante la definizione delle modalità, dei termini e degli importi delle sanzioni amministrative pecuniarie anche in relazione ai soggetti interessati, ai sensi dell'articolo 15, comma 5, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, come modificato per effetto dell'articolo 1, comma 900, della legge 28 dicembre 2015, n. 208. Da qui la sanzione di 30 euro prevista dalla norma. Se fino a poco tempo fa il cliente poteva chiedere di pagare con carta o Bancomat qualsiasi oggetto o prestazione superiore ai 5 euro, pena una multa a carico del commerciante per il mancato possesso dell'apparecchio elettronico, da oggi non potrà più farlo.

Questo comporta che non ci saranno più multe, almeno per il momento, per chi non disponga di POS e richieda invece il pagamento in contanti. Questa sanzione dovrebbe essere applicata, secondo lo schema di decreto, anche a chi non accetta la moneta di plastica. Obiettivi come la lotta al riciclaggio, all'evasione e all'elusione, infatti, devono essere raggiunti nel rispetto dei principi fondamentali dell'ordinamento giuridico. Questo argomenta che "l'assenza di un'esplicita previsione legislativa di taluni parametri necessari per la individuazione degli elementi essenziali ai fini della individuazione della sanzione da irrogare (natura giuridica, entità, competenza alla sua irrogazione, ecc.) ha indotto il Ministero dello sviluppo economico a prospettare come unico riferimento normativo "assimilabile" al rifiuto di accettazione di pagamenti con carte di debito e carte di credito la condotta considerata dall'articolo 693 c.p. e conseguente applicazione, in via estensiva, della sanzione ivi prevista". Il problema è che il decreto in questione non aveva applicato alcuna sanzione per chi sceglieva di non adeguarsi.

Chi non accetta i pagamenti con carta non può essere sanzionato, perché l'ammenda non "può essere imposta se non in base alla legge".

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