Riders, Di Maio risponde a Foodora: "Non accettiamo ricatti. Guerra al precariato"

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Il testo del provvedimento, nelle prime bozze, non fa riferimento ai soli ciclofattorini che consegnano i pasti ma a tutto il lavoro svolto "tramite piattaforme digitali, applicazioni e algoritmi", stimati di recente da una ricerca della Fondazione Rodolfo Debenedetti tra 700mila e 1 milione di addetti - che vanno dai servizi di clouding, come l'elaborazione dati, ai più tradizionali come l'offerta di babysitting o di pulizie magari a chi affitta casa su Airbnb. "Lo abbiamo dimostrato con i fatti dal 2015, garantendo le tutele più elevate del settore", ha commentato Cocco dopo le parole di Di Maio. "Credo che la migliore tutela per questi ragazzi sia quella di offrire un mercato del lavoro attivo e vivace, pieno di opportunità e con le tutele massime possibili". Ascolteremo con grande interesse le sue proposte per la crescita.

Cocco ha anche aggiunto: "Il decreto ingessa la flessibilità, parte dal riconoscimento dell'attività dei rider come lavoro subordinato". Lad di Foodora Italia, Gianluca Cocco, intervistato dal Corriere della Sera aveva lasciato intendere che le norme a cui il governo sta lavorando sui cosiddetti "riders" potrebbero spingere le piattaforme a lasciare il paese. "Così gli operatori saranno costretti ad assumere tutti i collaboratori, chiuderanno i battenti e trionferà il sommerso". "Se ne può discutere rispettando però la sostenibilità del conto economico delle nostre aziende". Nel decreto anche il divieto di retribuzione a cottimo, lintroduzione di un trattamento economico minimo, proporzionato alla quantità e qualità del lavoro prestato e il "diritto alla disconnessione" per "almeno undici ore consecutive ogni ventiquattro ore" all'ultimo turno di disponibilità completato. Prevista anche una fase di sperimentazione degli algoritmi di gestione delle prestazioni e l'obbligo di informare i lavoratori "sull'eventuale rating reputazionale, e sugli effetti che tale valutazione ha sul rapporto di lavoro".

"Ho tutta la volontà di favorire la crescita di nuove attività legate alla gig economy e nessuno vuole demonizzare" queste attività.

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Marquez ha adottato una strategia differente scegliendo le gomme dure sulla sua Honda , ma l'azzardo non ha pagato. "Ho fatto un po' di fatica".

Di Maio ha risposto con un post Facebook in cui diceva: "È giusto che su questo tema ci si confronti pubblicamente", ma aggiungeva che "i riders oggi sono il simbolo di una generazione abbandonata dallo Stato" e che "non si accettano ricatti".

Al termine, Di Maio ha annunciato l'apertura di un tavolo di lavoro tra i fattorini e le aziende per arrivare al primo contratto collettivo nazionale sulla gig economy. "Ha il mio totale sostegno su questo", ha detto il ministro dell'Interno in un comizio a Cinisello Balsamo (Milano).

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