Taglio vitalizi: Di Maio, pronta la delibera

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"Ed e' chiaro che per il MoVimento i privilegi rubati non possono esistere", si legge ancora nel post.

Tra i più entusiasti sostenitori della proposta Riccardo Fraccaro, ministro per i Rapporti con il Parlamento in quota M5S, che nella scorsa legislatura si è 'intestato' la battaglia politica contro i vitalizi. Il direttore generale di Sviluppumbria Mauro Agostini per le legislature tra Camera e Senato ha maturato un assegno da 5.597,56 euro. La delibera predisposta in realtà non elimina i cosiddetti vitalizi, che di fatto furono aboliti nel 2011 dal Premier Monti, quando si sostituì il sistema retributivo con quello contributivo (cioè con lo stesso con cui si calcola la pensione per la maggior parte dei lavoratori in Italia). "Un piccolo passo avanti, una grande occasione mancata".

Un risparmio di circa 40 milioni di euro all'anno per le casse della Camera, 200 milioni per l'intera legislatura. Una cifra che fa dire alla deputata del Pd Alessia Morani: "Presidente Fico, potrebbe gentilmente chiedere al suo alleato Matteo Salvini i 49 milioni che la Lega deve restituire al popolo italiano?".

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email? Dunque, i vitalizi più onerosi non verranno tagliati.

"Ho saputo che gli ex parlamentari minacciano un'azione civile e amministrativa contro i nostri in ufficio di presidenza alla Camera perché gli stiamo togliendo il privilegio del vitalizio".

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Ma soprattutto per quanto successo il 15 maggio scorso, quando una cinquantina di tifosi fece irruzione nel centro di allenamento picchiando calciatori e dipendenti.

Il presidente dell'Inps ha sottolineato che, "volenti o nolenti, l'immigrazione è qualcosa che può darci il modo per gestire questa difficile transizione demografica". Ma di questi saranno 1.338 quelli ricalcolati secondo il metodo contributivo e che, quindi, subiranno una diminuzione dell'importo finora percepito.

Se la riforma voluta da Fico e dai 5 stelle vedra' la luce senza modifiche, le nuove norme entreranno in vigore il 1 novembre del 2018.

Facciamo chiarezza. Il cosiddetto vitalizio dei parlamentari non c'è più dal 2012. "Chi non ha versato abbastanza contributi - ha detto in un Question Time alla Camera - torna a prendere la pensione per la quale ha versato".

Oltre al tetto minimo la delibera prevede anche un tetto massimo per il vitalizio.

La quota di contribuzione a carico della Camera dei deputati è invece pari al prodotto tra l'aliquota percentuale a carico del deputato e il valore di 2,75. Il montante contributivo individuale, rivalutato sulla base dell'andamento del Pil in conformita' a quanto previsto nell'ordinamento generale, viene trasformato in prestazione pensionistica applicando i coefficienti di trasformazione, determinati ad hoc dall'Inps relativi all'eta' anagrafica dei deputati alla data della decorrenza dell'assegno vitalizio o del trattamento previdenziale pro rata. Per quanto riguarda i trattamenti di reversibilità, le quote previste dalla normativa vigente ai fini della liquidazione dei trattamenti di reversibilità sono rapportate al trattamento previdenziale spettante all'avente causa.

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