Trump 'difende' Kim sui diritti umani: 'Lo faccio per gli Usa'

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Martedì 12 giugno il leader nordcoreano Kim Jong-un e il presidente degli Stati Uniti d'America Donald Trump si sono incontrati sull'isola di Sentosa, a Singapore, per togliere il manto di gelo che ricopre i rapporti tra le due nazioni. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Geng Shuang, ha detto ai giornalisti: "Se la parte statunitense adotta misure unilaterali di protezionismo e danneggia gli interessi della Cina, allora risponderemo immediatamente e prenderemo le misure necessarie per salvaguardare risolutamente i nostri legittimi diritti e interessi". Alla fine di maggio Pechino ha annunciato un taglio significativo delle tariffe che gravano su una serie di merci d'importazion, in concomitanza con l'arrivo a Pechino del segretario del Commercio Usa Wilbur Ross. In risposta, l'UE ha deciso di introdurre dazi su una serie di prodotti americani inclusi in un elenco che è stato notificato all'Organizzazione mondiale del commercio, il 18 maggio, a seguito di consultazione delle parti interessate. Di sicuro la politica che vuole imporre Trump al mondo intero è un controsenso rapportata alla Globalizzazione sempre imposta dagli Stati Uniti ma per opera dei suoi predecessori. La decisione sarebbe stata presa per punire Pechino, accusata di rubare tecnologie alle aziende Usa e di violare i diritti sulla proprietà intellettuale.

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Il Presidente Macron ha sottolineato di non aver pronunciato alcuna espressione volta ad offendere l'Italia e il popolo italiano. Salvini: "Chiedere scusa e' segno di intelligenza".

La questione che ruota attorno alla ditta di telecomunicazioni di Shenzen, colpita da un provvedimento con cui Washington l'aveva quasi resa non operativa, è importante perché è considerata un elemento di contatto che potrebbe riscaldare i trade talks, al momento congelati, tra Stati Uniti e Cina; e poi potrebbe essere un terreno di incontro per incentivare la collaborazione sulla Corea del Nord. La prima coprirà 818 linee di prodotti del valore di circa 34 miliardi di dollari di importazioni dalla Cina "che entreranno in vigore il 6 luglio". "Ma dobbiamo tutelare i nostri interessi".

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