Ungheria, il no ai migranti va in Costituzione

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La mossa dell'esecutivo rientra in un più ampio dossier di leggi anti immigrazione, definite "Stop Soros". Il leader del partito che raccoglie più consensi dalle parti Budapest, vale a dire Fidesz, ha infatti spiegato che il pacchetto di riforme che il parlamento magiaro si appresta ad approvare domani, con la maggioranza dei due terzi, è volta ad evitare il presunto "complotto" architettato dall'87enne imprenditore statunitense, ma nato in Ungheria, che punterebbe a lucrare sul business dell'immigrazione e a voler rimpiazzare la popolazione europea con milioni di migranti. Pena per i trasgressori: un anno di carcere.

Il nome del pacchetto di leggi allude al miliardario americano - di origine ungherese - George Soros.

Orban, queste cose, le aveva ben spiegate durante la campagna elettorale e adesso, al suo terzo mandato consecutivo da premier, le mette in pratica.

Levata di scudi da Unicef e Amnesty: il primo, per bocca del direttore regionale per l'Europa e l'Asia centrale e coordinatore speciale per la risposta ai rifugiati e migranti in Europa, dice di essere "fortemente preoccupato dall'adozione del Parlamento ungherese di una normativa che renderebbe illegale per le organizzazioni e gli individui, fornire supporto di base e protezione ai bambini rifugiati e migranti e alle loro famiglie", adducendo inoltre l'argomentazione che questo "causerebbe ulteriori sofferenze a bambini che sono già stati costretti a lasciare le loro case, spesso con viaggi traumatici, e perpetuerà pericolosi pregiudizi legati a razzismo e discriminazione". È l'ultima arrivata da Budapest dove il Parlamento ha approvato la modifica costituzionale che vieta di accogliere i migranti economici.

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Insomma, la storia di Messi con l'albiceleste è sempre stata caratterizzata da molti alti e bassi: sarà la volta buona? Ad un Mondiale tuttavia non si può dare nulla per scontato, queste prime battute in Russia lo hanno confermato.

Comunicati in cui manca, però, alla parola "migrante", l'aggettivo "illegale".

"Noi rafforziamo la sovranità dell'Ungheria".

La legge approvata oggi potrebbe rappresentare, per l'Ungheria, un punto di non ritorno nei rapporti con l'Unione europea che, da subito, si è detta fermamente contraria all'applicazione del pacchetto "anti-Soros".

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