Usa | no torta a nozze gay. Corte | giusto

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Un caso che aveva diviso l'America: da un lato gli attivisti dei diritti gay schierati con la coppia gay, dall'altra i sostenitori di Phillips e della sua pasticceria.

La corte statale del Colorado nel 2012 aveva dichiarato che la decisione del fornaio Jack Phillips di negare a David Mullins e Charlie Craig il dolce era una discriminazione illegale. Kennedy ha infine ricordato che "la libertà religiosa e la religione è stata usata per giustificare ogni tipo di discriminazione nel corso della storia, che si tratti di schiavitù e dell'Olocausto". "Non si tratta di rifiutare questi clienti, ma di realizzare una torta per un evento religioso sacro che entra in conflitto con la mia coscienza", ha dichiarato il pasticciere secondo Fox News.

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Differisce quindi dai sistemi di tassazione progressiva, che differenziano le aliquote a seconda dei redditi dei contribuenti. Nella prima fascia sono ricompresi tutti i lavoratori che percepiscono un reddito non superiore a 1.250 euro mensili.

Il 26 giugno 2015 la Corte Suprema ha emanato la sentenza Obergefell v. Hodges che ha dichiarato che le leggi che non permettono la contrazione del matrimonio tra due persone dello stesso sono incostituzionali poiché violano il XIV Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti e due sue importanti clausole, la Equal Protection Clause e la Due Process Clause.

Il Colorado è uno dei 21 stati americani che hanno una legge anti-discriminazione per proteggere gli omosessuali. Il verdetto appariva quindi scontato ma pochi avevano tenuto conto che il giudice Anthony M. Kennedy, pur firmando tutte le sentenze a favore dei diritti degli omosessuali, è anche un fervente difensore della libertà di parola e di espressione. Il pasticciere in questione è un fervente cattolico e considera la sua attività come una vera e propria forma d'arte che, pertanto, non può essere "costretta" da commissioni di clienti che non condivide. Ma Jack Phillips si rifiuta: lui è di religione protestante anglicana e quindi non riconosce i gay in quanto tali; e men che meno il loro diritto di sposarsi. In una opinione concorrente il giudice Neil Gorsuch, nominato nel 2017 da Donald Trump alla Corte Suprema dopo la scomparsa di Antonin Scalia, spiega che "quando il governo non riesce ad agire in modo neutrale verso il libero esercizio della religione, finisce per cacciarsi nei guai". Il motivo? Era in contrasto con la sua fede cristiana.

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