Vendita di cannabis light: il no del Consiglio Superiore di Sanità

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Bloccare la vendita della cosiddetta 'cannabis light'.

Il Consiglio superiore di Sanità è un organo di consulenza tecnico scientifica del Ministro della salute che esprime parere su richiesta del Ministro e nei casi espressamente stabiliti dalla legge, in ogni altro caso in cui le Direzioni Generali ne facciano richiesta per l'adozione di provvedimenti normativi od amministrativi e nella eventualità che l'Autorità giurisdizionale richieda la consultazione dell'Organo per decidere contenziosi.

A questo punto "è il ministro stesso - spiega la presidente del Consiglio superiore di Sanità, Roberta Siliquini - secondo quello che ritiene più giusto fare, a trasmettere il parere ad altri soggetti". "Lo dico anche ai tanti cittadini che mi hanno inviato mail allarmate e che dopo aver investito in un'attività dichiarata legale da una legge del 2016 non possono ora pagare il prezzo per una mancata regolamentazione". Il Canada ha approvato perfino l'uso ludico della cannabis, e qui per le solite dinamiche politiche e di lobby si è deciso di porre il proprio parere in merito alla cannabis light che attualmente non è nemmeno destinata all'uso e consumo umano. La nota è arrivata dal Consiglio superiore della Sanità che raccomanda quindi che non sia consentita la libera vendita. In base a questo parere infatti, il ministero potrebbe ora intervenire con una apposita norma.

Stop quindi alla vendita della cannabis light in Italia? Per le sue caratteristiche farmacocinetiche e chimico-fisiche Thc e altri principi attivi inalati o assunti con le infiorescenze di cannabis sativa possono penetrare e accumularsi in alcuni tessuti, tra cui il cervello e grasso, ben oltre le concentrazioni plasmatiche misurabili, con un consumo che avviene al dì fuori di qualsiasi possibilità di monitoraggio e controllo delle quantità effettivamente assunte.

Ilva, Emiliano al Mise per la proposta di decarbonizzazione
Le trattative sull'Ilva si riaprono con il nuovo ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio . Obiettivo: "che i cittadini di Taranto possano avere il diritto di respirare aria pulita".

"Roma - Non può essere esclusa la pericolosità della 'cannabis light'".

Im Ministero si era rivolto anche all'Avvocatura di Stato che non si è ancora pronunciata.

Per quanto concerne la seconda domanda, il CSS ha risposto che "tra le finalità della coltivazione della canapa industriale non è inclusa la produzione delle infiorescenze né la libera vendita al pubblico; pertanto la vendita dei prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa, in cui viene indicata in etichetta la presenza di 'cannabis' o 'cannabis light' o 'cannabis leggera', in forza del parere espresso sulla loro pericolosità, qualunque ne sia il contenuto di Thc, pone certamente motivo di preoccupazione". Un settore in espansione, con un migliaio di punti vendita in tutta Italia ed un giro di affari, rileva Coldiretti, pari a circa 40 milioni di euro.

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