Agcom: tanti rischi Big Data, interrogarsi su soluzioni

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"Crescono le forme di accesso non tradizionali alla tv; in tal senso il 2017 può essere ricordato anche come l'anno della definitiva consacrazione della "televisione liquida", con una stima di circa3 milioni di cittadini che guardano abitualmente la tv in streaming e in numero 3/4 volte superiore che scaricano abitualmente contenuti televisivi sui propri device", evidenza il presidente Agcom. Questa, in sintesi, è la fotografia della Relazione annuale al Parlamento del presidente dell'Autorità per le garanzie delle comunicazioni, Angelo Marcello Cardani, il quale ha delineato criticità e possibili sviluppi a Montecitorio davanti alle massime cariche dello Stato, il Capo dello Stato Sergio Mattarella, i presidenti delle due Camere, Roberto Fico e Maria Elisabetta Alberti Casellati e i ministri Luigi Di Maio e Alberto Bonisoli.

Cardani ha dedicato un passaggio della sua relazione anche all'enorme massa di dati digitali in circolazione su Internet, i Big Data: un fenomeno che presenta molti "rischi" e necessita di "soluzioni". Quanto all'editoria, nel 2017 "il valore economico del settore dell'editoria quotidiana e periodica registra una ulteriore flessione: 3,6 miliardi di ricavi complessivi, ossia il -5,2%". Il mercato vale il 3% del Pil I ricavi del settore e dei singoli segmenti - telecomunicazione, media e servizi postali - sono per il 2017 una fetta importante di Pil, il 3%, con un business da 54,2 miliardi di euro, in crescita dell'1,2%.

La Relazione AGCOM 2018 descrive un panorama incoraggiante per quanto riguarda il comparto TLC della Penisola, grazie ad un incremento negli investimenti in infrastrutture, misurabile nell'1.6%, ad oggi il settore sarebbe riuscito a raggiungere un valore pari a 32 miliardi di euro con investimenti che si aggirano sui 7 miliardi di euro.

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L'asso portoghese è stato acquistato dal Real Madrid per la cifra record, per il calcio italiano , di 105 milioni di euro. Con buona pace anche rispetto alla minaccia di sequestro del suo 'stipendio' una volta trasferitosi nel Belpaese.

"Dall'assegnazione" dei diritti d'uso delle frequenze per lo sviluppo del 5G "lo Stato attende un introito minimo di 2,5 miliardi di euro, per meta' a valere già sull'anno corrente". Inoltre, i primi tre operatori (21st Century Fox/Sky Italia, Rai, Fininvest/Mediaset) detengono circa il 90% delle risorse complessive e quote non dissimili fra di loro ma particolarmente distanti dai restanti soggetti. La radio perde qualcosa ma in un contesto che manifesta segnali di ripresa. "Google e Facebook sononaturalmente i principali beneficiari di questo trend", evidenzia ancora Cardani.

Gli investimenti pubblicitari globali si spostano dai media tradizionali alle piattaforme online, che complessivamente crescono di oltre il 12%, con Google e Facebook a fare la parte dei leoni. I rischi sono quelli di "un ecosistema governato da poche grandi multinazionali caratterizzate da un elevato grado di integrazione in tutte le fasi; elevate barriere all'entrata; tendenza al monopolio; crescenti e strutturali asimmetrie informative tra utenti ed operatori; concreti rischi di alterazione dell'ecosistema informativo planetario; allarmanti fenomeni di polarizzazione delle opinioni; crescente esposizione alle derive dell'odio (politico, razziale, religioso) e dell'abuso (stalking, cyberbullismo, omofobia)". Mentre le soluzioni corrono lungo tre direttrici: disciplina dei mercati, neutralità e trasparenza degli algoritmi, proprietà dei dati.

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