Altri due ragazzi fuori dalla grotta

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Sono tutti fuori i 12 baby calciatori e il loro allenatore che il 23 giugno sono entrati nella fauci della grotta Tham Luang in Thailandia: un'avventura pericolosissima in piena stagione dei monsoni con la pioggia che comincia a cadere e non sembra smettere mai. L'attesa per la festa per riportare a casa tutti si è conclusa oggi. Filtra ottimismo al campo base dei soccorritori: del resto dovrebbero essere rimasti solamente i ragazzi meno provati degli altri dai tanti giorni di permanenza al buio e senza cibo. L'operazione di salvataggio dei ragazzi è stato un vero e proprio "sbarco" organizzato in modo militare, con la partecipazione di 90 sommozzatori in tutto e un'unità di élite di 18 sub definiti "un team di all-star" dal governatore Narongsak Osatanakorn. Dopo il salvataggio dei primi quattro, avvenuto ieri con successo, le operazioni sono state sospese per riprendere questa mattina alle 8 ora locale (le tre di notte in Italia). Si è calata nelle grotte la stessa squadra di 19 soccorritori che aveva operato nei giorni precedenti, questa volta assistita all'esterno anche da un medico australiano. Se in serata il medico che li segue riterrà soddisfacenti le sue condizioni, un contatto con i genitori non è escluso, ma "senza baci e abbracci" per il timore di infezioni. Non è chiaro se la loro richiesta sia stata accolta. Lo riferisce il Guardian citando fonti tra i soccorritori. Prayuth ha aggiunto che la potenza di quei farmaci è simile a quelli che prende lui per rilassarsi se deve usare armi da fuoco. "Oggi nessuno ha la febbre", ha riferito il ministro parlando all'ospedale Chiang Rai. Per gli ultimi quattro ragazzi ed il loro coach bisognerà così attendere ancora, almeno fino a domani.

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Questo agente patogeno si trova nel terreno, nell'acqua e nelle piante, ma anche negli animali, fra cui caprini, bovini e ovini. Il prezzo di acquisto sarà rimborsato, anche senza presentazione dello scontrino.

La squadra infatti era stata invitata dal presidente della FIFA, Gianni Infantino, ad assistere alla partita finale a Mosca. E magari mangiare l'ormai famoso pollo fritto con il riso al basilico dolce che tutti hanno chiesto di mangiare.

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