Austria: Pronti a proteggere i nostri confini

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Se già in campagna elettorale questo tema era stato affrontato dalle due coalizioni in modo decisamente animato, con le dichiarazioni del capo del Viminale si è proseguito su questa linea. Il Consiglio prevede una serie di azioni che pur essendo tutte sottoposte alla volontà degli Stati membri, se virtuosamente seguite porteranno l'Europa a affrontare l'immigrazione in maniera coerente.

LA DIALETTICA VIENNA-BERLINO - Dopo l'accordo di Cdu e Csu e la pianificazione di zone di transito ai confini della Germania, il governo austriaco si è dichiarato - infatti - pronto a mettere in atto "misure di protezione dei suoi confini meridionali" e attende un rapido chiarimento da Berlino: è quanto emerge dalla presa di posizione comunicata oggi dal cancelliere austriaco Sebastian Kurz, il vice-cancelliere Heinz-Christian Strache e il ministro degli interni Herbert Kickl. I centri di transito per migranti non saranno dei centri di detenzione.

L'intento è quello di creare un varco all'interno dell'Europa per la distribuzione controllata dei flussi migratori per avere più sicurezza.

Kurz ha fatto sapere di non essere d'accordo con la soluzione adotatta da Angela Merkel e che non è nelle sue intenzioni sostenerla.

F1: si è dimesso Boullier, ds McLaren
Forse è quel che serve a McLaren per ricostruire un team da troppi anni ormai copia sbiadita della squadra dal glorioso passato. La McLaren ha reso noto con un comunicato di aver accettato le dimissioni di Eric Boullier dalla carica di direttore sportivo.

"Su cosa potrebbe accadere nelle prossime settimane non posso anticiparlo, dipende da cosa accade in Germania: se Berlino introduce misure nazionali, ciò avrebbe un effetto a catena e potrebbe voler dire che anche l'Austria dovrebbe reagire". Lo ha detto il cancelliere austriaco Sebastian Kurz alla plenaria a Strasburgo.

La tutela austriaca passa per un irrigidimento nei controlli dei confini e in un respingimento dei migranti.

Il presidente dell'Parlamento Ue, Antonio Tajani, ha ricordato a Kurz la necessita' di approvare la riforma di Dublino ("anche a maggioranza") per non scaricare tutto il peso dell'accoglienza sui Paesi di primo ingresso, e ha avvertito che "non e' chiudendo le frontiere interne che si risolvono i problemi".

In particolar modo i confini con Italia e Slovenia sono ritenuti molto pericolosi e quindi degni di un forte controllo.

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