Cancro, scoperto il meccanismo che causa la crescita di metastasi nel cervello

Share

Il Gruppo di ricerca Neuro-Oncologico del Dipartimento di Neuroscienze dell'ospedale Molinette della Città della Salute di Torino, diretto dal professor Riccardo Soffietti, da anni riconosciuto a livello nazionale ed internazionale quale Centro di eccellenza per le Neoplasie cerebrali, in collaborazione con ricercatori di base del CNR (CNIO) di Madrid, ha individuato un nuovo meccanismo molecolare critico per la crescita nel cervello di metastasi provenienti da tumori del polmone e della mammella e che potrà rappresentare in futuro un bersaglio terapeutico. Ma una ricerca condotta da un team internazionale di scienziati, italiani compresi, è riuscita a comprendere quale sia il meccanismo che permette la formazione di tali metastasi.

Uno studio dell'ospedale Molinette di Torino ci ha offerto una visione sicuramente più ampia per quanto riguarda il tumore al cervello. Sicuramente la più grande scoperta è che le metastasi cerebrali rappresentino sempre più frequentemente una complicazione dei tumori solidi come quelli del polmone e della mammella. Cosa succede ora? Bisogna verificare in studi clinici la possibilità di fermare il meccanismo scoperto e la via da percorrere sarà di tipo farmacologico, cioè la produzione di farmaci specifici per lo Stat3. La crescita delle cellule tumorali metastatiche nel cervello è favorita dalla presenza di un fattore molecolare, chiamato Stat3. Dalle analisi è risultato che i pazienti con espressione di STAT3 sugli astrociti reattivi avevano una sopravvivenza minore.

Incredibile scoperta scientifica effettuata dal reparto di neuro-oncologia dell'ospedale Molinette di Torino, e dai ricercatori del Cnr di Madrid.

Mondiali: Belgio-Giappone 3-2, emozioni e rimonta
Inoltre, malgrado abbia disputato solamente 38 minuti in questa Coppa del Mondo , ha già realizzato una rete e fornito un assist . Assieme a Cristiano Ronaldo, è stato l'unico giocatore a trovare il gol di destro, di sinistro e di testa nella fase a gironi.

Quando si sono andate a formare queste metastasi cerebrali, si ricorre per lo più alla chirurgia e della radioterapia, mentre la terapia farmacologica è tuttora limitata e insoddisfacente.

Nel dettaglio vi sarebbe il fattore molecolare STAT3, che non influisce sulla crescita delle cellule tumorali presenti nel cervello, bensì, danneggiando quelle sane, i cosiddetti astrociti reattivi.

Per lo sviluppo della ricerca sono stati presi in esame 100 campioni di metastasi cerebrali rovenienti da interventi neurochirurgici.

Share