Decreto Dignità, Di Maio: "Nessuna accusa ma cerchiamo la "manina" "Complotto delle lobby"

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Così, per ricomporre il diverbio tra il Movimento 5 Stelle da una parte e il Tesoro e la Ragioneria generale dello Stato dall'altra, minacciati dai pentastellati di un repulisti generale, Di Maio ha specificato di non aver "mai accusato" né il ministero dell'Economia né la Ragioneria e, in un comunicato congiunto, Tria ha scaricato la responsabilità proprio sull'Inps. Il presunto "colpevole" andava indicato con chiarezza e Di Maio ha voluto precisare, nella stessa nota congiunta, che bisogna capire da dove provenga quella "manina" che, si ribadisce, "non va ricercata nell'ambito del Mef".

Poi l'accusa: "In merito alla relazione tecnica che accompagna il Dl Dignità, il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, ritiene che le stime di fonte Inps sugli effetti delle disposizioni relative ai contratti di lavoro contenute nel decreto siano prive di basi scientifiche e in quanto tali discutibili". "In un mondo normale se non sei d'accordo con niente delle linee politiche, economiche e culturali di un governo e tu rappresenti politicamente, perché il presidente dell'Inps fa politica, un altro modo di vedere il futuro, ti dimetti", E' evidente che Boeri rappresenta la visione economica del precedente governo, ma - chiosa Salvini - "Noi siamo al governo e mi dispiace per chi ha perso le elezioni". Tito Boeri parla di un attacco senza precedenti, alla credibilità di due istituzioni nevralgiche per la tenuta dei conti pubblici e in grado di offrire supporto informativo alle scelte del Parlamento e dell'opinione pubblica. "Quanto al merito - osserva - siamo al negazionismo economico". "Il presidente dell'Inps continua a dire che la legge Fornero non si tocca, che gli immigrati ci servono perché ci pagano le pensioni, che questo decreto crea disoccupazione". Conferma le stime e aggiunge: "I dati non si fanno intimidire". "Io, però, resto al mio posto" ha affermato il presidente dell'Inps lanciando un messaggio chiaro a Salvini e Di Maio. Il provvedimento comporta un innalzamento del costo del lavoro per i contratti a tempo determinato e un aumento dei costi in caso di interruzione del rapporto di lavoro per contratti a tempo indeterminato: in presenza di un inasprimento del costo del lavoro complessivo, l'evidenza empirica e la teoria economica prevedono unanimemente un impatto negativo sulla domanda di lavoro. Vengono introdotte sanzioni per chi delocalizza dopo aver ricevuto contributi pubblici, ci sono misure di contrasto alla precarietà e si sancisce il divieto di pubblicità per i giochi e le scommesse. Il presidente ammette che stabilire esattamente quale sarà l'impatto sul mercato del lavoro delle nuove norme nate per contrastare la precarietà non è facile, ma "il suo segno negativo è fuori discussione".

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(Teleborsa) - E' scontro sul decreto dignità. Così come è indiscutibile che Di Maio fosse fino a qualche giorno fa l'alleato più prezioso di Boeri nel governo gialloverde, il "garante" della sua permanenza alla guida dell'Inps fino alla scadenza del suo incarico nel 2019.

Queste le parole di Luigi Di Maio in un video su Facebook in cui risponde alle critiche al decreto Dignità. Boeri quindi evidenzia: "Se invece di urlare al complotto avessero letto bene quello che c'è scritto nella relazione, avrebbero avuto tutti gli strumenti per rispondere agli attacchi dell'opposizione". L'economista ammette che il calcolo puntuale di questa riduzione "è difficile", ma la stima dell'Inps "è relativamente ottimistica". "Non perché il presidente dell'Inps la debba pensare come noi, - è costretto ad ammettere - ma perché noi vogliamo fare quota 100, quota 41, la revisione della legge Fornero, l'Inps ci deve fornire i dati, non un'opinione contrastante".

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