Decreto dignità, ora per le imprese licenziare sarà più difficile

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Nella serata di ieri, lunedì 2 luglio 2018, il Consiglio dei ministri ha approvato il Decreto Dignità proposto dal ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio. Questa la bozza del decreto dignita', che l'ANSA ha potuto visionare, ora al vaglio dei tecnici al preconsiglio dei ministri prima di arrivare sul tavolo del governo.

Di Maio ha poi aggiunto che il decreto dignità "è solo un primo passo in avanti" per combattere la precarietà del lavoro, l'obiettivo è quello di "ridurre il costo del lavoro intervenendo sul cuneo fiscale e questo nella Legge di bilancio ci sarà".

Stando a una delle ultime bozze visionate dall'Ansa il provvedimento include un pacchetto fisco 'light' con ritocchi al redditometro, slittamento della scadenza dello spesometro al 28 febbraio (dal 30 settembre) e stop allo split payment solo per i professionisti.

Il nuovo divieto si applica, dalla data di entrata in vigore del decreto, a "qualsiasi forma di pubblicità, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse manifestazioni sportive, culturali o artistiche, trasmissioni televisive o radiofoniche, stampa quotidiana e periodica, pubblicazioni in genere, affissioni e internet", mentre dal 2019 varrà anche per "le sponsorizzazioni e tutte le forme di comunicazione". Il limite massimo si riduce infatti da 36 a 24 mesi, non sarà più possibile effettuare 5 proroghe ma si scende a 4 ed ad ogni rinnovo il costo dei contributi da versare da parte dei datori di lavoro sale dello 0,5%. Prevista anche una stretta per i contratti cosiddetti 'somministrati'. Sono fatti salvi i contratti già in essere, che non verranno invalidati dalle nuove norme.

Il sindaco di Cupello Manuele Marcovecchio aderisce alla Lega di Salvini
Che la politica sia fatta anche di sfottò e battute è normale, ben vengano, ma quando un rappresentante istituzionale si prende la libertà di scendere ad un livello squallido, offensivo e irriverente, allora no, non è più politica.

Oggi per i rapporti di lavoro subordinato non a tempo indeterminato (somministrazione compresa) il prelievo è pari all'1,4% dell' imponibile previdenziale e serve a finanziare la Naspi.

In caso di rinnovo, e per i contratti oltre 12 mesi, tornano le causali: temporanee e oggettive o per esigenze sostitutive; connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell'attività ordinaria; per picchi e attività stagionali. Nel decreto c'è anche una norma che, dopo la sentenza del Consiglio di Stato, lascia al loro posto le maestre diplomate per 120 giorni in attesa di una soluzione definitiva. Questo atteggiamento lo vediamo nelle organizzazioni criminali, che Nico De Masi ha denunciato come imprenditore, ma lo vediamo anche in organizzazioni che non sono criminali. Anche il beneficio andrà restituito con interessi maggiorati fino a 5 punti percentuali. All'esame anche la stretta sulla pubblicità di giochi e scommesse esclusi i contratti in essere e le lotterie ad estrazione in differita, come la Lotteria Italia.

Tutte confermate, tranne la cancellazione dello staff leasing, le misure per contrastare il precariato in arrivo con il decreto dignità.

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