Di Maio: "Non ratificheremo Ceta, funzionari a favore saranno rimossi"

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Oggi Luigi Di Maio all'assemblea della Coldiretti è riuscito ad attrarre le ire di tutti con un solo intervento.

"Esprimiamo soddisfazione per la conferma da parte del Governo dell'intenzione di bocciare la ratifica del CETA, trattato di facilitazione commerciale tra Europa e Canada".

Nessuna sorpresa perciò quando scoppia un lungo applauso nel momento in cui il leader del M5S annuncia che il Parlamento italiano non lo ratificherà. "Si tratta di difendere il patrimonio agroalimentare nazionale contro un accordo sbagliato e pericoloso per l'Italia contro il quale - precisa Moncalvo - si è sollevata una vera rivolta popolare che - continua Moncalvo - ci ha visti protagonisti su tutto il territorio nazionale dove hanno già espresso contrarietà 15 regioni, 18 province 2500 comuni e 90 Consorzi di tutela delle produzioni a denominazioni di origine".

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"Il Ceta dovrà arrivare in aula per la ratifica e questa maggioranza lo respingerà (...) Se anche uno solo dei funzionari italiani all'estero continuerà a difendere trattati scellerati come il Ceta, sarà rimosso". "Un prodotto su cinque in arrivo dall'estero non rispetta le normative in materia di tutela della salute e dell'ambiente o i diritti dei lavoratori, a partire da quella sul caporalato, vigenti nel nostro Paese", ha denunciato il presidente Coldiretti Moncalvo.

Di Maio si schiera contro il trattato di libero scambio Europa-Canada (Ceta) e minaccia la sospensione dei funzionari che lo difendono. Invece, secondo Coldiretti, il risultato è stato un calo delle esportazioni, in controtendenza rispetto ad altri mercati, e l'aumento della falsificazione dei prodotti. Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, presente alla Luiss Business School, sostiene che "all'Italia conviene il Ceta perché siamo un paese con alta vocazione all'export e, attraverso l'export, creiamo ricchezza".

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