Dl Dignità, Di Maio: "No fiducia, ma non arretreremo"

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Luigi Di Maio, Vicepresidente del Consiglio, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e dello Sviluppo Economico, ai microfoni di '6 su Radio 1' risponde alle critiche mosse da Silvio Berlusconi sul Decreto Dignità. "Le pubblicità non si potranno più fare perché padri e madri di famiglia stanno precipitando nella spirale del gioco d'azzardo, tentati da pubblicità che a volte sono con personaggi famosi. La legge la si può migliorare anche con una stretta sulle concessioni e non solo sulla pubblicità". Non avendo idee originali, rispolvera ricette vecchie che sono fallite in tutto il mondo: sembra incredibile ma il ministro del Lavoro ripropone nel 2018 soluzioni vetero-comuniste già sconfitte nel '900 e alle quali non credono più nemmeno i sindacati seri. "Se pochissimi lo sanno e quasi nessuno se ne è accorto, è perché queste norme, tanto più se scritte frettolosamente e con rinvio al livello burocratico di tutte le procedure attuative, sono penosi manifesti di propaganda che poi non vengono mai concretamente utilizzati".

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Dice Osvaldo Napoli che sul passaggio in norma del decreto "dignità" si "avrà la prima verifica di quanto ancora coesa e coerente sia la maggioranza di centrodestra uscita vincitrice dalle urne". "Di Maio - spiega Berlusconi sul decreto dignità - vuole regolare per decreto una cosa che non ha mai conosciuto". Un errore clamoroso, perché in questo modo non si riduce la flessibilità, si riducono i posti di lavoro, e si scoraggiano i contratti regolari a vantaggio del lavoro nero. Un milione di contratti che stanno per essere rinnovati ora sono a rischio e per quasi la metà si tratta di giovani. "Fa piacere leggere che Berlusconi si ricordi dei milioni di poveri nel nostro Paese, dei giovani che non studiano, lavorano e degli anziani in difficoltà. Le imprese che vogliono assumere non sono messe in condizione di farlo perché con le nuove regole ci sarebbero conseguenze insostenibili". Dall'altro abbiamo Berlusconi che si dicepreoccupato per gli imprenditori. Lo afferma, in una nota, Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia e portavoce azzurro di Camera e Senato. Una posizione quella di Di Maio che insieme al collega leghista Salvini nei giorni scorsi aveva aperto a interventi migliorativi in Parlamento.

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