E' morto il regista Carlo Vanzina

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Il regista romano aveva 67 anni.

Il mondo del cinema piange la prematura scomparsa di Carlo Vanzina.

L'ultima fatica cinematografica di Vanzina è 'Caccia al tesoro' del 2017 con Vincenzo Salemme, Serena Rossi, Carlo Buccirosso, Max Tortora, Christiane Filangieri e Gennaro Guazzo. Carlo ha imparato molto da Monicelli, soprattutto nella direzione degli attori, lezioni che ha messo in pratica quando ha debuttato come regista nel 1976 con Luna di miele in tre con Renato Pozzetto e Stefania Casini, scritto dal fratello Enrico come sempre sarà con la sessantina di film che hanno realizzato insieme. "Era un amico di famiglia, ma fu durissimo con me, non voleva favoritismi", raccontava Carlo due anni fa, in occasione dei festeggiamenti per i suoi quarant'anni di cinema.

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Il suo arrivo ribadisce il nostro desiderio di puntare sempre più in alto, un'ambizione che intendiamo perseguire con una determinazione ancora più forte".

Nel 1999 "Il cielo in una stanza", dove debuttano il giovane Elio Germano e Gabriele Mainetti. I nostri film sono entrati nel dna degli italiani. Nel 2001 sono usciti "E adesso sesso" e "South Kensington", l'anno successivo è stata la volta di "Febbre da cavallo - La mandrakata". Nel 2006, dopo oltre vent'anni, è tornato a dirigere Diego Abatantuono in un sequel molto atteso, 'Eccezzziunale veramente - Capitolo secondo.me' e, nel 2007, '2061 - Un anno eccezionale'. La sua attività di regista e sceneggiatore continua negli anni seguenti con grande intensità: nel 2003 gira 'Il pranzo della domenica', e nel 2005 'Il ritorno del Monnezza' con Claudio Amendola nel ruolo del commissario portato al successo da Tomas Milian in numerosi film polizieschi degli anni Settanta.

"Oltre al genere comico, Carlo Vanzina tenta di sperimentare anche altri tipi di cinema, come il thriller con la pellicola 'Sotto il vestito niente' (tema ripreso dal regista in 'Sotto il vestito niente - L'ultima sfilata' del 2011), i film di costume con 'Via Montenapoleone' (1986, con Luca Barbareschi), il poliziesco con 'Tre colonne in cronaca' (1990) e ancora la commedia sentimentale con 'Amarsi un po" (1984), e 'Questo piccolo grande amore' (1993) con un giovanissimo Raoul Bova alla sua prima esperienza cinematografica.

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