Elena Santarelli: "Ecco perché ho raccontato la malattia di mio figlio"

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La modella è stata recentemente attaccata sui social anche per il semplice fatto di aver mostrato un sorriso al mare con sua figlia e evidentemente ha fatto il pieno di critiche, rimproveri e giudizi: l'esasperazione non aiuta di certo la testimonial di Rocchetta a stare meglio con suo figlio, sarebbe auspicabile un immediato passo indietro da parte delle cosiddette 'mamme pancine' che troppo facilmente puntano il dito. A volte, mi chiedo: com'è possibile?

Quando un follower le ha chiesto perché rendesse pubblica la vicenda del figlio, sottolineando come non gli sembri giusto nei confronti del bambino, lei ha replicato: "Questo è quello che pensi te e che io non condivido".

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Elena Santarelli ha deciso di parlare del periodo particolarmente difficile che sta attraversando. "Ma in certi frangenti, la forza arriva". I bimbi sono astuti, ho capito che dovevo farmi la piega, mettere il solito rossetto, anche se mi sentivo giudicata, in ospedale, col rossetto. Parla per chiedere aiuto per la Onlus Heal, e perché "non è detto che un tumore annienti la vita". "Intuito materno - riflette - Stava bene ma mi sembrava strano". Mi strapperei i miei per darli a lui. Eppure, "sono tante di più le persone che mi esprimono affetto" e lei sta continuando a rispondere ai messaggi di genitori che sono nella medesima situazione o che hanno perso i loro figli. La Santarelli nell'intervista al Corriere della Sera ha precisato infatti: "Io non ho mai trattato mio figlio da malato, gli ho sempre detto che, mentre si fanno le chemio, si studia e questo ha creato una normalità nella mia vita e nella sua". Poi, mi sono messa a piangere in silenzio, per non farmi sentire da mio figlio. "Ho passato la notte su Internet a cercare le parole del referto e a chiamare amici che conoscevano medici". E sta aspettando con ansia la fine delle cure, che vanno avanti dall'autunno del 2017. "Quando mio figlio dice che è più veloce di me ad asciugarsi i capelli, penso che, se scherza, abbiamo fatto centro". In lacrime, al Corriere della Sera, afferma: "La cosa peggiore era andare a trovarlo la notte e togliergli i capelli dal cuscino per non farglieli trovare al mattino". Quei momenti erano una pugnalata. "Vorrei che le mamme avessero speranza".

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