Ferrari in lutto: è morto l'ex presidente Sergio Marchionne

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È talmente vero che non sono mancate le polemiche nemmeno di fronte alla sua malattia. Nell'autunno del 2014, Marchionne ha sostituito Luca Cordero di Montezemolo alla presidenza Ferrari. Eppure, nonostante tutto, ha sempre svolto il proprio lavoro. Studi in Canada (tre lauree in Filosofia, Economia, Giurisprudenza e master in Business Administration), domicilio in Svizzera, due figli, Marchionne, l'uomo dal maglioncino nero, ha vissuto gli ultimi anni tra Torino e Detroit, guidando la 'rivoluzione' che ha portato in Borsa Cnh Industrial e Ferrari.

Marchionne è stato un manager atipico: scarso comunicatore, lavoratore accanito, dormiva poco e fumava tanto. Su quest'ultimo punto i progetti non sono chiari. Oppure: "La lingua italiana è troppo complessa e lenta: per un concetto che in inglese si spiega in due parole, in italiano ne occorrono almeno sei". Non impiegò molto a rottamare i meno capaci tra i manager, facendo piazza pulita di una classe dirigenziale vecchia e improduttiva, per impostarne una nuova fatta di quelli che lui considerava "i soggetti migliori".

È il 1° giugno 2004 quando approda al Lingotto: viene nominato amministratore delegato della Fiat dopo un anno in Cda, per volontà di Umberto Agnelli.

Libia, visita del ministro Trenta: "Fermare tratta esseri umani"
Lo ha detto il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta , nel corso del colloquio a Tripoli con il premier libico Fayez al Serraj. Insieme, d'altra parte, all'accelerazione dei rimpatri, dei ricollocamenti e del miglioramento dei centri.

Sempre sulla scia della simpatia, negli ultimi tempi FIAT ha reso Rovazzi il nuovo volto della sua Panda, con una serie di commercial cuciti addosso al personaggio, per catapultare la vettura nel mondo del target di riferimento. Forse non era nella condizione di affrontare un'operazione.

Fiat comincia a fare i conti con il suo carattere globale, dopo anni di politica autarchica e isolazionista: esce dal guscio e muove i passi al di là del confine. Nemmeno sotto la tutela dell'azionista-presidente John Elkann che questa volta deve avere il coraggio di spendersi di persona, rappresentare l'azienda, guidarla, esserne l'immagine. A pesare, nonostante l'annuncio dell'azzeramento del debito, anche il taglio delle stime sul 2018.

"Il 2009 - ammette Marchionne - sarà l'anno più difficile della mia vita perché sono state spazzate via le condizioni sulle quali avevamo definito i nostri programmi". Questo l'omaggio che il presidente statunitense Donald Trump ha rivolto all'amministratore delegato di Fca. Nessuno, neanche Macron, si sogna di affermare che Bernard Arnault delocalizza in Italia anche se le scarpe delle griffe di Lvmh sono prodotte in Riviera del Brenta.

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