Ferrovie dello Stato, Toninelli azzera il cda

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Renato Mazzoncini, rinviato a giudizio per truffa nell'ambito dell'inchiesta Umbria Mobilità. Ora la barra si sposta sui treni regionali e sui pendolari in termini di sicurezza e di qualità dei loro spostamenti. "Si chiede di provvedere alla convocazione d'urgenza dell'assemblea dei soci per il rinnovo dell'Organo di Amministrazione ovvero di assicurare i presupposti per lo svolgimento di un'assemblea in forma totalitaria da tenersi entro il 31 luglio prossimo".

"Il nuovo Cda di Fs metta finalmente gli occhi sulla Lombardia e gli investimenti che non ha mai garantito in questi anni".

Le motivazioni del colpo di mano tuttavia non stanno solo nell'imbarazzo di Lega e M5S per la posizione di Mazzoncini.

Marchionne in terapia intensiva. ?Condizioni irreversibili?
Domenica scorsa si era diffusa la drammatica notizia secondo cui il manager 66enne originario di Chieti fosse in coma irreversibile .

Le nomine degli organi di vertice e dei componenti dei consigli di amministrazione o degli organi equiparati degli enti pubblici, delle società controllate o partecipate dallo Stato, delle agenzie o di altri organismi comunque denominati, conferite dal Governo o dai Ministri nei sei mesi antecedenti la scadenza naturale della legislatura, computata con decorrenza dalla data della prima riunione delle Camere, o nel mese antecedente lo scioglimento anticipato di entrambe le Camere, possono essere confermate, revocate, modificate o rinnovate entro sei mesi dal voto sulla fiducia al Governo.

"Penso ci sarà un bel rinnovamento", ha aggiunto, facendo sapere di aver firmalo la "decadenza del Cda", come si legge su fonti di stampa. "Siamo uno strumento del ministero dei Trasporti che si muove con regole del ministero, con autonomia finanziaria e quindi con capacità industriale per poter assumere e avere progettisti, per risolvere i problemi sulla strada".

La scelta del successore di Mazzoncini dovrebbe arrivare la prossima settimana. Risultato: Anas e Ferrovie dello Stato non diventeranno una sola azienda. Lo ha deciso il Governo del cambiamento, che vuole così chiudere con il passato mettendo mano a due decisioni che portano la firma del precedente esecutivo.

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