Ilva, Emiliano scrive a Di Maio: "Ombre su aggiudicazione"

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" E' quanto si legge in una nota del Presidente della Camera di commercio di Taranto, Luigi Sportelli, a poche ore dall'incontro del Ministro Luigi Di Maio con i Sindacati e Mittal". Di Maio fa pubblicare la lettera sul sito del ministero, datata 10 luglio, e dice: "Prendiamo atto".

Sull'Ilva "abbiamo letto le 23.000 pagine e al momento il piano ambientale non è soddisfacente, aspettiamo proposte da Arcelor".

E se nel M5S, da Beppe Grillo al Ministro per il Sud, Lezzi, in molti premono per soluzioni radicali a salvaguardia dell'ambiente, Di Maio ha chiarito che si tratta di opinioni personali e che tutto sarà gestito responsabilmente, cercando nella difficile missione un piano sostenibile per gli acquirenti, considerando che Ilva, sequestrata dalla Magistratura da 5 anni lavora in perdita, bruciando decine di milioni di euro al mese che lo Stato non ha più intenzione di accollarsi.

"Ci aspettiamo proposte migliorative e fortemente migliorative", ha detto il capo politico del Movimento cinque stelle.

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A questo proposito Manganaro ricorda anche l'intervista rilasciata il 18 giugno al supplemento economico di Repubblica Affari e Finanza di Lucia Morselli, ad della cordata Acciaitalia, che ha perso la gara: "Morselli sottolinea come nemmeno loro abbiamo mai potuto vedere i piani a confronto per capire perché avevano perso la gara".

Sui tempi Di Maio, aggiunge che "adesso l'interlocuzione è in corso" auspicando "in tempi brevi passi avanti". "Noi quindi siamo d'accordo che l'azienda debba cambiarla", ha detto il segretario generale della Fiom-Cgil, Francesca Re David. Anche il piano occupazionale dei compratori di ArcelorMittal non sarebbe in linea con le attese: "Aspettiamo proposte sul versante del piano occupazionale dove bisogna fare di più. Ma ArcelorMittal ha accettato in toto il piano di copertura dei parchi minerari previsto dai commissari". Scrive il governatore della Puglia Michele Emiliano nella lettera inviata al ministro per lo Sviluppo Economico.

È questo un punto che, a nostro avviso, deve essere richiamato con forza all'attenzione di tutti, perché in qualche commentatore (sicuramente) malizioso potrebbe anche nascere il sospetto che, dietro una pur opportuna verifica di limpidezza dell'operazione di vendita, si nasconda in realtà il proposito di portare ad un lento e sempre più inesorabile declino lo stabilimento di Taranto con la sua inevitabile dismissione, alla fine di un travagliatissimo percorso di polemiche e di confronti infruttuosi.

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