Inter, Martinez: "Non vedo l'ora di giocare a San Siro"

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Il senso del gol, insomma, non sembra mancargli. Che impressione le ha fatto Spalletti?

Quanto sarà pesante indossare la 10 dell'Inter?

Lautaro Martinez si presenta: "La maglia numero 10 non mi peserà".

PRIMI GIORNI - "E' stato molto bello, l'arrivo, l'accoglienza del gruppo". Stiamo lavorando in un grande gruppo, che lavora sodo per far fronte ai tanti impegni che ci aspettano. Da bambino mi ispiravo a Falcao, mi piacevano i suoi movimenti e il suo stile di gioco. So che posso sfruttare al meglio le mie capacità per dare il meglio in questa squadra. Una trattativa raccontata in esclusiva da gennaio e che si è concretizzata il 4 luglio: 5 anni di contratto all'ex Racing Avellaneda. Ho parlato tanto con Diego Milito, che mi ha spiegato cosa significa vestire la maglia nerazzurra e l'importanza di questo club. "Ho sempre amato questa idea fin dal primo giorno".

Io mi sentivo pronto anche per questo Mondiale, ma la scelta del ct è stata diversa. Sapevo che i calciatori che giocano in Europa avevano più vantaggi. Sono qui per migliorare ogni giorno di più. Con Mauro abbiamo parlato già prima che arrivassi a Milano. Mi ha anche chiamato una settimana prima del mio arrivo.

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Allegri si aspetta che giochi "come ha sempre fatto", ma avrà modo di discutere di questo col calciatore a breve. Ho parlato con la Juventus e qui sto bene.

IMPATTO - "Sono andati benissimo questi primi giorni, ci sono grandi compagni sotto il profilo umano". C'è un'atmosfera rilassata che ti permette di lavorare al meglio con le idee chiare e divertimento. "Il mister ha un'idea chiarissima, sappiamo tutti in che direzione dobbiamo andare per essere pronti a qualsiasi sfida". L'Argentina? Devo dare tutto con l'Inter, poi chissà. Tutto questo ha fatto sì che scegliessi l'Inter. "Milito ha fatto un lavoro fenomenale ma adesso tocca a me fare altrettanto".

"Mentre andavo in Brasile per la Libertadores vedevo l'Inter che perdeva ed ero in aereo".

Infine il giocatore ha rivelato perché sulla maglia ha il nome di battesimo e non il cognome e com'è nato il suo soprannome, il Toro: "Ho scelto Lautaro perché è meno comune del mio cognome".

Non lo so. Da quando l'Inter è venuta a Buenos Aires a vedermi, mi ha sedotto il progetto e l'idea di allenarmi con Spalletti. "Giocare la Champions League è un sogno che si concretizza, combatteremo per disputarla al meglio". L'ambiente che si respira in campo è ancora più forte.

INTER TV - "Il Toro? Il mio soprannome me l'hanno dato appena sono arrivato a Buenos Aires e mi è rimasto". Ultimamente ho migliorato lo stacco di testa, che ho sfruttato e su cui ho lavorato molto.

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