L’accordo sui migranti in Germania

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A dirlo è il ministro dell'Interno tedesco, Horst Seehofer, in un'intervista alla Sueddeutsche Zeitung. Le dimissioni di Seehofer potrebbero portare alla crisi di governo e alla fine di una collaborazione pluridecennale tra Cdu e Csu. Venendo quindi meno l'appoggio della controparte bavarese, il partito della Merkel non avrebbe più i numeri per continuare a governare.

La cancelliera ha ricevuto, dopo Praga e Budapest, anche la smentita di Varsavia di "nuovi accordi per prendere richiedenti asilo da altri Stati europei".

Al vertice di Bruxelles la Germania ha ottenuto che nell'intesa finale fosse inserito un punto sul contrasto ai movimenti secondari dei migranti, ossia alla possibilità per i richiedenti asilo di spostarsi da un paese all'altro dell'Ue, ma questo non è bastato alla Csu. L'Italia vuole prima ottenere una riduzione dei migranti che arrivano in quel Paese. "Lo confermiamo come hanno già fatto la Repubblica ceca e l'Ungheria", ha aggiunto il portavoce.

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Quel giorno erano con il vice allenatore Nopparat Kantawong, con il quale avevano fatto altre gite durante gli allenamenti. Successive piogge avevano allagato l'ingresso, bloccando i ragazzi all'interno e rendendo molto difficili i soccorsi.

In una riunione a porte chiuse con la direzione della Csu - il "cugino" bavarese della Cdu di Merkel - Seehofer si è lamentato di non avere "alcun appoggio" dopo il suo fallimento nel convincere la Cancelliera della necessità di espellere i migranti registrati in altri Paesi e non - come risposto da Merkel - di accoglierli in speciali centri in Germania.

"Vengo di proposito a Berlino e la cancelliera si muove dello zero virgola zero", avrebbe detto il ministro ai suoi secondo la Bild, esprimendo frustrazione per l'incontro di sabato sera in cancelleria con Merkel, in cui i due erano stati avvistati con volti visibilmente tesi in un colloquio sul balcone dell'ufficio di lei. È quello che si legge in una dichiarazione al termine dell'incontro del partito di Angela Merkel. Determinando però una crisi della GroKo, con il rischio di elezioni anticipate.

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