Libia, ennesimo naufragio: 114 migranti dispersi in mare

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Intanto il Capo di Stato maggiore della Marina libica, l'ammiraglio Salem Rahuma, ha auspicato che l'Italia fornisca "il prima possibile" altri mezzi alla Guardia costiera di Tripoli per affrontare il traffico di esseri umani e fare "il bene" dei migranti.

I bambini morti in mare con i loro pigiami rossi sono una notizia di tre giorni fa eppure il Mediterraneo continua a inghiottire vite su vite, mentre Salvini e il suo elettorato di Pontida si fanno fregio del blocco dei porti. Come fa sapere l'Oim che insieme all'Unhcr lancia un nuovo allarme sulla situazione.

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La nuova tragedia nel Mediterraneo avviene mentre le navi delle Ong sono fuorigioco: la nave Aquarius è attualmente nel porto di Marsiglia, Open Arms è attualmente diretta a Barcellona, dopo aver salvato 59 migranti, mentre le navi delle Ong Lifeline e SeaWatch sono bloccate nel porto di La Valletta dalle autorità maltesi. Sono 276 i rifugiati e i migranti che sono stati sbarcati a Tripoli, riferisce l'Unhcr, compresi i 16 sopravvissuti di un'imbarcazione sulla quale si trovavano 130 persone, delle quali 114 sono ancora disperse in mare.

La notizia arriva nello stesso giorno in cui i leader dell'Unione africana hanno creato un osservatorio sulla migrazione e lo sviluppo, in occasione del vertice dell'Ua che si è chiuso oggi a Nouakchott. Un altro naufragio di migranti, stavolta di un gommone e ancora un bilancio con oltre un centinaio di "dispersi" che in queste condizioni vuol dire quasi sicuramente "annegati". "Ci sono varie imbarcazioni e una era in condizioni critiche". Soprattutto quando ci sono oltre 40 gradi di temperatura.

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