Libia, visita del ministro Trenta: "Fermare tratta esseri umani"

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Il ministro è arrivata da Tunisi martedì mattina all'areoporto di Mitiga, dove ha trovato ad attenderla il suo omologo libico, Najim Owid, e l'ambasciatore Perrone che le hanno dato il benvenuto in Libia e l'hanno accompagnata per il resto della sua missione. "Siamo felicissimi di avervi qui, con l'Italia abbiamo relazioni importanti e storiche su cui dobbiamo investire tutti per la stabilità del Mediterraneo", la risposta del ministro libico. "La visita - sottolineano fonti della Difesa - rientra nell'importante lavoro che il governo italiano sta portando avanti per il contenimento dei flussi irregolari". "L'Italia continuerà a stare a fianco della Libia - ha continuato il ministro - ed è pronta a intensificare il suo sforzo secondo le necessità e le esigenze del popolo libico". I flussi non controllati sono un fattore di destabilizzazione dell'Italia e della stessa Libia.

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E proprio su questa linea si era inserita anche la task force italiana guidata da Massimo Bontempi che, giunta a Tripoli qualche settimana fa, ha iniziato l'attuazione del piano per il rafforzamento della capacità libiche nei salvataggi, nel monitoraggio delle frontiere del sud del Paese. Insieme, d'altra parte, all'accelerazione dei rimpatri, dei ricollocamenti e del miglioramento dei centri. Lo ha detto il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, nel corso del colloquio a Tripoli con il premier libico Fayez al Serraj. Dopo l'incontro con il premier Sarraj, e la visita alla struttura ospedaliera, il ministro dovrebbe rientrare in Italia attorno alle 19 e tenere una conferenza stampa all'aeroporto di Ciampino.

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