Migranti: stretta del ministero dell’Interno sul diritto d’asilo

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Una circolare inviata dal ministro dell'Interno, Matteo Salvini, a prefetti e presidenti delle Commissioni per il riconoscimento della protezione internazionale introduce una stretta sui permessi di soggiorno umanitari.

Pertanto, Matteo Salvini ha chiesto di attenersi alla sentenza della Cassazione che ha indicato in "seri motivi" il requisito fondamentale per ottenere la protezione umanitaria. La protezione umanitaria, dice la legge, è rilasciata qualora sussistano gravi motivi di carattere umanitario che tuttavia non giustificano l'attribuzione dello status di rifugiato. Una direttiva, ha spiegato il vicepremier, "che ha a che fare con la vita reale di milioni di italiani in vacanza e con quella di tanti commercianti" e che si propone di "combattere l'abusivismo commerciale e sanitario" nelle località di villeggiatura. "Ho personalmente richiesto velocità e attenzione nel dare accoglienza a chi scappa veramente dalla guerra ma anche nel bloccare tutti coloro che non ne hanno diritto".

"A differenza di quanto accade in altri stati membri", - spiega la circolare - nei quali le tipologie di forme complementari di tutela sono espressamente e tassativamente individuate dalle norme e, pertanto concesse in casi limitati, la disposizione in esame, di carattere residuale rappresenta il beneficio maggiormente concesso dal Sistema nazionale. Alcuni comuni, come Ravenna, da due anni anche Cervia e Milano Marittima, hanno totalmente sconfitto qualsiasi abuso.

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Secondo il pm, Niccolò sarebbe stato aggredito per un motivo preciso: perché figlio di due personaggi famosi . I quattro poi avevano deciso di trattenersi fuori dal locale per aspettare l'uscita del ragazzo.

Il permesso di soggiorno per motivi umanitari è stato concesso in una varia gamma di situazioni collegate, a titolo esemplificativo, allo stato di salute, alla maternità, alla minore età, al tragico vissuto personale, alle traversie affrontate nel viaggio verso l'Italia, alla permanenza prolungata in Libia, per arrivare ad essere uno strumento premiale dell'integrazione.

UE - "Quando si tratta di bilanci nazionali, evidentemente la cosa non ci riguarda".

Nella circolare, il ministro evidenzia che sono attualmente in trattazione circa 136mila richieste di protezione internazionale: "Un numero significativo e con andamento crescente se si considera che lo scorso anno sono state presentate oltre 130mila istanze d'asilo, di gran lunga superiori ai 119mila migranti sbarcati sulle nostre coste".

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