È morto Franco Mandelli, considerato il più importante ematologo italiano

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Franco Mandelli, il padre della Ematologia italiana che si è spento la mattina del 15 luglio all'età di 87 anni, è il Piccolo Grande Uomo di cui vogliamo parlare. Si è laureato a Milano nel 1955 per poi trasferirsi a Parma e successivamente a Roma, dove diventa una figura di spicco nella lotta alle malattie del sangue, in particolare contro il linfoma di Hodgkin e delle leucemie acute.

Tante sono le campagne e le iniziative ideate da Mandelli per raccogliere fondi a favore delle leucemie e per finanziare la ricerca: basta citare "Angeli sotto le stelle" un gran galà di beneficenza in favore dell'Associazione italiana contro le leucemie (Ail); "Trenta ore per la vita", ma anche la "Partita del Cuore" che si gioca da anni allo stadio Olimpico e ancora le Stelle di Natale e le Uova di Pasqua dell'Ail. Anche perché oltre alle grandi capacità di ricerca, l'ematologo si distingueva per il tratto umano: sempre gentilissimo, la voce calma e i concetti più complessi spiegati con semplicità, tutti i pazienti lo hanno sempre ricordato con affetto. "L'Ail tutta su stringe con riconoscenza e grande affetto alla sua famiglia". Per anni è stato presidente dell'Ail: erano gli anni in cui era il più celebre e celebrato ematologo italiano. Il Gimema è una fondazione che riunisce tutto il gruppo italiano di malattie ematologiche dell'adulto e proprio in quanto presidente e rappresentante, lo scorso novembre 2015 ebbe modo di incontrare il Capo dello Stato Sergio Mattarella in un colloquio privato al Quirinale (come si vede in foto).

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Ha inoltre sostenuto l'insediamento della Casa AIL Residenza Vanessa, una struttura che ospita gratuitamente i pazienti ematologici provenienti dall'Italia e da paesi stranieri, accompagnati da un familiare. "Addio prof Franco Mandelli.medico meraviglioso, a te devo la mia Vita". "Grazie al suo lavoro - continua - ha donato speranza e nuova vita a migliaia di persone".

Numerosi e importanti sono anche i riconoscimenti nazionali e internazionali da lui ricevuti per avere riscritto la storia dei tumori del sangue.

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