È morto Sergio Marchionne, il manager che ha cambiato la Fiat

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Marchionne verrà ricordato per aver segnato un profondo cambiamento nel mondo Fiat, mentre non si compie il suo sogno di riportare il Cavallino a vincere in Formula 1. Dopo aver fatto il suo ingresso nel Consiglio di Amministrazione di Fiat nel maggio del 2003, ne è diventato poi Amministratore Delegato il 1° giugno 2004. "Saluto il ricordo di un grande capitano di industria che resterà un esempio per tutti noi". Nella stessa fase, è però anche necessario far sì che l'azienda non risenta della situazione dal punto di vista finanziario, generando sfiducia negli azionisti e negli investitori. Con lui ci sarà il responsabile finanziario Richard Palmer che, in questi anni in analoghi appuntamenti, ha sempre affiancato Marchionne. Due anni dopo arriva la nomina a Ceo. "Sergio, l'uomo e l'amico, se n'è andato", dice il presidente di Exor. Si continua la trasformazione, con i trasferimenti di sedi in luoghi dove si possono sfruttare le condizioni poste dai governi, dove produrre e vendere è conveniente.

Proprio oggi il 66enne avrebbe dovuto presentare i conti semestrali del gruppo, annunciando l'azzeramento del debito. A quanto si apprende, durante la fase di recupero dall'intervento, si sarebbero, infatti, manifestate improvvise quanto imprevedibili complicazioni post operatorie che hanno provocato il primo arresto. La notizia è stata comunicata mercoledì dalla famiglia Agnelli.

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Da industria italiana dalle radici piemontesi, Fiat è diventata simbolo del Made in Italy in grado di conquistare anche l'invincibile mercato statunitense e di risanare una società americana in fallimento dichiarato.

L'assenza di mediazioni, grazie al controllo pieno da parte di Exor dei gruppi coinvolti nella successione di Marchionne, rafforzato dal meccanismo del voto multiplo olandese capace di allargare in modo significativo il potere del socio di riferimento, ha garantito nel giro di ventiquattrore di ridisegnare l'organigramma di tre gruppi, Fca, Ferrari e Cnh, che insieme, prima del tracollo in Borsa che ha seguito l'annuncio della scomparsa di Marchionne, valevano 60 miliardi di capitalizzazione in Borsa.

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