È morto Sergio Marchionne

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I funerali di Sergio Marchionne si terranno in forma strettamente privata.

Si è spento questo mercoledì mattina 25 luglio a Zurigo all'età di 66 anni Sergio Marchionne ex amministratore delegato di FCA. L'ultima sua uscita pubblica era stata due giorni prima, a Roma, alla consegna di una Jeep all'arma dei carabinieri. "Mi ha detto che non lo sapeva ancora nessuno, ma dieci minuti dopo la notizia era su tutti i siti on line - spiega -". È stato il suo ultimo saluto, per molti aspetti simbolico, la chiusura del cerchio di un'esperienza umana e professionale. La situazione sarebbe precipitata all'inizio di questa settimana.

Marchionne ha guidato il gruppo FCA per 14 anni.

"La società - prosegue la nota - ha appreso che il dottor Marchionne aveva subito un intervento chirurgico ed ha emesso una dichiarazione al riguardo".

Manuela Battezzato, chi è la compagna di Sergio Marchionne
John Elkann ha detto: "Per tanti Sergio è stato un leader illuminato , un punto di riferimento ineguagliabile". Il consiglio - si legge nella nota - continuerà a lavorare al processo di selezione del ceo già in atto.

Sabato i consigli di amministrazione hanno nominato i successori. Accanto a lui sino alle ultime ore di vita la compagna Manuela Battezzato e i figli Alessio e Tyler. Il primo giugno 2004, pochi giorni dopo la morte di Umberto, è l'uomo scelto per guidare la rinascita, con Luca di Montezemolo presidente e John Elkann vicepresidente. I trasgressori saranno perseguibili a norma di legge.

Le bandiere che sventolano sulle due sedi del Comune di Chieti a mezz'asta in segno di cordoglio per la scomparsa di Sergio Marchionne. Il giovane Sergio prende tre lauree, in Filosofia, Economia e Giurisprudenza insieme ad un master in Business Administration e diventa dottore commercialista nell'85 e poi procuratore legale e avvocato (nella regione dell'Ontario) dall'87. Lui, manager di Fca, uno degli uomini più potenti d'Italia, se n'è andato all'improvviso.

Lo sbandamento iniziale sui mercati è stato comunque inevitabile, anche per il nuovo terremoto innescato dalle inattese dimissioni di Alfredo Altavilla, responsabile delle attività europee e in corsa per la successione a Marchionne: il manager non ha gradito la scelta fatta e ha abbandonato la squadra in un momento di difficoltà. Le prime parole che pronunciò quel giorno furono queste: "Fiat ce la farà; il concetto di squadra è la base su cui creerò la nuova organizzazione; prometto che lavorerò duro, senza polemiche e interessi politici". La 'collective guilt', la responsabilità condivisa, non esiste.

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