Nave italiana soccorre e riporta in Libia 108 migranti

Share

"O forse ha problemi di comprensione del testo", è stata la risposta di Fratoianni. Ma il governo, a quanto pare, ha deciso diversamente. Mentre la società Augusta Offshore di Napoli, armatrice del rimorchiatore, afferma che la richiesta di intervento è giunta dal Marine Department di Sabratah e che "le attività di soccorso si sono svolte sotto il coordinamento della Coast Guard libica".

La Augusta fa sapere che alle 14.30 del 30 luglio Asso Ventotto si trovava nei pressi della piattaforma petrolifera Sabratah, gestita in joint venture tra Eni e la libica Noc. A renderlo noto l'Ong Open Arms. "Poco dopo ci mandano una mail dicendoci che sarebbero intervenuti loro". Perchè il porto libico non ha mai sottoscritto la Convenzione di Ginevra e per tal motivo non prevede nessuna legge in supporto dei migranti in caso vogliano chiedere diritto di asilo. "Abbiamo detto che 'se lo facesse su indicazione della Guardia costiera italiana sarebbe ancora più grave'". Si tratta in ogni caso di un episodio senza precedenti e ora il rischio è la violazione della legislazione internazionale che garantisce il diritto d'asilo e non riconosce la Libia come porto sicuro. La Guardia costiera italiana "non ha coordinato e partecipato a nessuna di queste operazioni, come falsamente dichiarato da una ong straniera e da un parlamentare di sinistra male informato", ribatte Salvini. "Bene, noi andiamo avanti così!", ha commentato Salvini.

Moncalieri, lancio di uova da un’auto contro Daisy Osakue, "promessa" dell’atletica
L'aggressione è avvenuta Moncalieri ed è l'ennesimo episodio di xenofobia espressa attraverso la violenza negli ultimi mesi. Gli attacchi contro persone di diverso colore della pelle sono una emergenza.

"Abbiamo appreso che uno dei gommoni segnalati oggi dalla Guardia Costiera italiana con 108 persone a bordo nel Mediterraneo è stato soccorso dalla Nave Asso Ventotto, battente bandiera italiana, che si sta dirigendo verso Tripoli".

"Non sappiamo ancora se questa operazione avviene su indicazione della Guardia Costiera Italiana, ma se così fosse si tratterebbe di un precedente gravissimo, un vero e proprio respingimento collettivo di cui l'Italia ed il comandante della nave risponderanno davanti ad un tribunale", è la denuncia di Fratoianni, che si trova a bordo della Open Arms. L'Unhcr sta raccogliendo tutte le informazioni necessarie.

Share