Nuove norme sugli stipendi: più tracciabilità e addio contanti

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Una stretta che si aggiunge a quelle già operative come per esempio quelle sulle pensioni. Dal primo luglio è scattata la nuova normativa che stabilisce per tutti i datori di lavoro il pagamento delle spettanze attraverso mezzi di pagamento tracciabili. Infatti il datore di lavoro che non sottosta a questa normativa, può incorrere in pesanti multe con tetto massimo di 5.000 euro. Uno strumento introdotto da Roma anche per la lotta al contrasto del lavoro nero.

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COSA CAMBIA - I datori di lavoro o i committenti dovranno corrispondere ai lavoratori la retribuzione esclusivamente attraverso una banca o un ufficio postale, con una delle seguenti modalità: bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore; strumenti di pagamento elettronico; pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento; emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, ad un suo delegato. L'elemento curioso della riforma che è che la novità entra in vigore proprio nelle settimane in cui, dopo il botta e risposta tra i due vicepremier Salvini e Di Maio, si torna a discutere dell'opportunità o meno di porre limiti all'uso dei contanti. La ratio del provvedimento è rendere tracciabili i pagamenti ed evitare le cosiddette "false buste paga": ossia stipendi inferiori, rispetto a quelli previsti dai contratti collettivi, erogati dalle imprese che, paventando licenziamenti, tengono sotto scacco il lavoratore. Il nuovo obbligo si applica a "ogni rapporto di lavoro subordinato indipendentemente dalla durata e dalle modalità di svolgimento della prestazione lavorativa", quindi anche ai contratti a tempo determinato, ai contratti part time, alle collaborazioni coordinate e continuative, al lavoro a intermittenza o a chiamata e a tutti i contratti instaurati dalle cooperative con i propri soci.

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