Pensioni, cos'è la quota 41 - Economia Roma

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Ma la linea del governo sull'ipotesi di nuovi tagli alle pensioni - benché solo a quelle più alte - non va giù ai sindacati. "Mentre nella peggiore delle ipotesi il contributo di solidarietà vale un miliardo, nella migliore delle ipotesi si potrebbero anche superare i due miliardi", ha spiegato Brambilla a Repubblica. In sostanza, secondo quanto riferisce il quotidiano di Largo Fochetti, si tratta di un piccolo contributo (se volete chiamatela pure ritenuta) che partirerebbe da 35 centesimi (per le pensioni più basse) per poi crescere via via con il reddito. Andrebbero su due fondi: uno per la "non autosufficienza", l'altro ai lavoratori deboli.

Damiano si è detto d'accordo con Brambilla, ed ha ribadito: "Questo potrebbe voler dire mettere in discussione l'assegno pensionistico di 15 milioni di pensionati colpevoli di avere una pensione calcolata con il metodo retributivo". In realtà su questo punto Brambilla mi sembra troppo ottimista perché la Consulta, nella composizione modificata ai tempi di Renzi e Presidente Paolo Grossi, aveva magnanimamente fatto prevalere le esigenze governative dul diritto costituzionale, affermando però che si trattava di un prelievo eccezionale e non ripetibile.

Nello Specifico a parlare è stato Marcello Pacifico presidente nazionale ANIEF e segretario confederale CISL il quale ha riferito: "Riteniamo inconcepibile che, a fronte di un incremento progressivo dei requisiti richiesti dallo Stato per andare in pensione si debba assistere anche al ricalcolo in negativo dell'Inps che sta bloccando migliaia di insegnanti".

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Una notizia diffusa dal quotidiano online Affari italiani allarma ancora una volta i pensionati, tartassati da tutti i Governi.in un articolo pubblicato ieri si legge che, mentre il ministro del Lavoro Luigi Di Maio accelera sul taglio delle pensioni mensili oltre ai 5.000 euro, su cui intervenire già la prossima settimana, la Lega per bocca del suo più autorevole esponente in tema pensioni, già sottosegretario al Ministero del Welfare, Alberto Brambilla rilancerebbe un piano messo a punto nel programma elettorale del Carroccio: un contributo temporaneo di solidarietà per una vasta platea di pensionati.

Non è una novità, si tratta di un provvedimento che esiste già e che consente di andare in pensione prima a quei lavoratori detti precoci che, indipendentemente dall'età anagrafica, hanno cumulato 41 anni di contributi versati. Ciò nonostante, prosegue la nota, "siamo pronti a confrontarci con il governo ma diciamo fin da ora che siamo assolutamente indisponibili a ragionare su interventi che avrebbero come unico fine quello di fare cassa con le pensioni". Al di là del merito e delle diverse sensibilità, si tratterebbe di una nuova tassa sui pensionati. Il saldo di questa operazione sarebbe inquietante: 200 euro in meno alle pensioni medio-basse e 800 euro in più a quelle dei pensionati d'oro. Una cifra non sostenibile al momento, tanto che si stanno pensando a dei correttivi.

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