Quella mail che sconfessa Di Maio: il ministro sapeva tutto sulle stime

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I ministri dell'Economia Giovanni Tria e del Lavoro Luigi Di Maio, dopo le accuse sulla presunta manomissione della relazione tecnica, correggono il tiro e tentanto di ricucire lo strappo di Governo mostrando l'unità dell' Esecutivo. "Certamente, però, bisogna capire da dove provenga quella 'manina' che, si ribadisce, non va ricercata nell'ambito del Mef".

Anche il rapporto tra Di Maio e Boeri si è incrinato negli ultimi giorni a causa del Decreto Dignità; secondo il Ministro del Lavoro, infatti, la relazione allegata al decreto nella quale si stima la perdita di 8mila posti di lavoro l'anno a causa delle nuove regole sui contratti a tempo determinato è priva di "basi scientifiche", screditando quindi quelle che sono le stime fatte dall'INPS. Lo afferma il presidente dell'Inps, Tito Boeri, in una intervista a La Repubblica. Il Presidente dell' INPS, spiega: "Le dichiarazioni contenute nella nota congiunta dei ministri Tria e Di Maio rivolgono un attacco senza precedenti alla credibilità di due istituzioni nevralgiche per la tenuta dei conti pubblici nel nostro Paese e in grado di offrire supporto informativo alle scelte del Parlamento e all'opinione pubblica".

Per poi entrare nel merito e rincarare la dose: "Siamo ai limiti del negazionismo economico".

Gli risponde Matteo Salvini: "se non è d'accordo con le linee politiche, economiche e culturali del governo si dimetta".

Un attacco che Boeri ha definito come "inaccettabile", pur aggiungendo che non intende assolutamente dimettersi. Una stoccata per Boeri rilanciata su Twitter anche dal vicepremier Salvini: "Il presidente #Inps, nominato da #Renzi, continua a ripetere che la legge #Fornero non si può toccare e che gli immigrati pagano le pensioni degli italiani".

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La relazione tecnica verrà ritoccata il giorno prima della pubblicazione in Gazzetta su richiesta della stessa Ragioneria - accade l'11 di luglio - ma per ragioni che non hanno nulla a che vedere con quella stima: il funzionario della Rgs, che per mestiere è chiamato a verificare le coperture finanziarie di ogni provvedimento, chiede di quantificare gli effetti del decreto sul sussidio di disoccupazione. E' difficile stabilire l'entità di questo impatto, ma il suo segno negativo è fuori discussione.

Tito Boeri precisa però: "Consapevoli dell'incertezza che circonda le stime svolgeremo, come sempre, il monitoraggio attento, che peraltro la legge ci richiede". "Se mi vogliono cacciare, mi caccino".

Dopo questa campagna di contenimento il guadagno del Presidente dell'INPS si è notevolmente ridotto, tant'è che lo stipendio di Tito Boeri è di "appena" 102 mila euro lordi l'anno, meno di quanto percepito dagli altri dirigenti della Pubblica Amministrazione.

A dare in qualche modo manforte a Boeri è intanto Carlo Cottarelli: anche secondo lui un impatto negativo sui contratti ci sarà, ma la preoccupazione è soprattutto per il possibile "tentativo di rendere meno tecnica e meno obiettiva la valutazione di chi dovrebbe dare un giudizio obiettivo e tecnico dei provvedimenti del governo". Una settimana prima, non 24 ore, come apparso in alcune ricostruzioni: qui sotto ci sono i documenti che lo provano. "Non possiamo rimuoverlo ora, - chiarisce dal palco di Matera - quando scadrà l'incarico (a febbraio 2019, ndr) terremo conto che è un presidente dell'Inps che non è minimamente in linea con le idee del governo".

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