Ragazzi intrappolati nella grotta: muore uno dei soccorritori

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Sono giovanissimi, eppure i 12 calciatori intrappolati nella grotta Tham Luang in Thailandia hanno già la forza interiore e la lucidità di rassicurare i loro cari sulle loro condizioni di salute. Una tragedia che ha gettato nello sconforto i soccorritori anche per il recupero dei ragazzi: se un esperto può morire nel difficile tragitto che separa i ragazzi dalla salvezza, preoccupa la possibilità che i giovani, stremati e indeboliti dopo quasi due settimane, riescano a compiere quel trasferimento. Quindi saranno portati via gradualmente, uno alla volta, ha spiegato Narongsak.

I soccorritori devono infatti fare i conti anche con la pioggia che è tornata a imperversare, per ora appena accennata ma con il rischio di un peggioramento minacciato dai nuvoloni scuri all'orizzonte. Lo ha dichiarato poco fa il governatore Narongsak Osatanakorn, che dirige le operazioni. Il pool dei soccorritori è composto da 13 divers stranieri e 5 thailandesi.

Nonostante il livello dell'acqua si sia abbassato di 40 centimetri, ci vogliono 11 ore per uscire, tra cammino e tratti a nuoto.

Lo scorso 23 giugno dodici ragazzini della locale squadra di calcio e il loro allenatore sono rimasti bloccati all'interno della grotta di Tham Luang, lunga sette chilometri, a causa di un improvviso allagamento. Intanto le squadre di soccorso stanno lavorando freneticamente per rimuovere altre pietre e altri ostacoli dall'uscita. Le correnti d'acqua all'interno della grotta nei giorni scorsi erano forti, la visibilità era inesistente in alcuni punti e il percorso sott'acqua era complicato da molti passaggi stretti e rocce ripide. "I ragazzi non sono ancora pronti per le immersioni". Un cavo telefonico per comunicare con l'esterno corre parallelo al tubo, nella speranza che possa consentire ai ragazzi di parlare con i loro genitori.

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Le famiglie dei ragazzi sono state informate del piano di evacuazione messo a punto dalle autorità, anche se non tutte hanno dato il loro consenso all'operazione. "Non preoccuparti per me, mi manchi tanto, ti amo, sto bene qui, i miei fratelli, i Marines si stanno prendendo cura di me", scrive Mik.

Lo hanno rivelato alcuni soccorritori che hanno percorso avanti e indietro i quattro tortuosi chilometri di distanza, parte dei quali ancora sommersi. "Grazie per il sostegno e per favore, accettate le mie scuse". Ekkapol Chantawong, 25 anni, è stato per nove giorni l'unico adulto nella grotta.

"Sono cosi' felice di aver visto la sua lettera", ha detto la mamma del ragazzo, Supaluk Sompiengjai. "Potrebbe essere svenuto, ma dobbiamo aspettare l'autopsia" ha aggiunto.

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