Regno Unito, la Brexit "spacca" il governo May

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Lo riferisce l'agenzia Pa. Una doppietta di dimissioni che mette in grande difficoltà il governo di Londra.

È Jeremy Hunt, finora ministro della Sanità, l'uomo scelto dalla premier conservatrice britannica Theresa May per sostituire agli Esteri Boris Johnson, dimessosi in polemica con la svolta negoziale più soft sulla Brexit annunciata dall'esecutivo.

Davis, esponente di punta della corrente Tory euroscettica, ha deciso, dopo qualche giorno di riflessione, di non poter evidentemente accettare la nuova strategia più 'conciliante' nei confronti di Bruxelles che May aveva imposto al consiglio dei ministri solo venerdì scorso.

La decisione di Davis è stata stata presa dopo che May si era garantita il sostegno del governo e del parlamento al suo piano di uscita.

La Brexit "spacca" il governo May.

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Le prime segnalazioni sono arrivate intorno alle 6 e 30 e molti problemi si stanno verificando in tutta Roma . Alle 10 di questa mattina nella Capitale il servizio ancora non è stato ripristinato.

La premier ha sostituito Davis con Dominic Raab, ex ministro per l'abitazione, noto per le sue posizioni euroscettiche. La premier, più volte contestata dall'aula durante il suo intervento, ha assicurato che questa piattaforma garantirà l'uscita del Regno Unito dall'Ue, dal mercato unico e dall'unione doganale, ma pone anche le condizioni per una nuova partnership doganale con Bruxelles, per un libero commercio sui beni industriali e agricoli e confini aperti in Irlanda.

Sulle dimissioni di Davis "non abbiamo commenti specifici", fa sapere la portavoce della Commissione Ue Margaritis Schinas, ma "continueremo a negoziare in 'bona fide' con la premier Theresa May per raggiungere un accordo".

"La Brexit dovrebbe essere relativa a opportunità e speranza". Con molti osservatori che danno già per scontata una sfida imminente alla leadership Tory della May.

Se sembra in bilico il governo May, per gli investitori il punto cruciale non è se il partito dei Conservatori resisterà o meno, quanto piuttosto il tipo di Brexit che sarà concordato, come sottolinea Viraj Patel, analista di Ing. Né manca chi, dalla trincea dei "remainer" più irriducibili, rilancia alla fine di tutto il processo anche lo scenario di un referendum bis sulla Brexit.

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