Rider, Tribunale non lo riconosce come lavoratore subordinato

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Non era un dipendente subordinato e l'azienda non aveva alcun obbligo di riconoscere il rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

È destinata a fare storia sul tema dei rider la sentenza emessa da un giudice del lavoro di Milano, che ha deciso di respingere il ricorso di un corriere che chiedeva di essere assunto a tempo indeterminato. L'uomo, di 23 anni, aveva lavorato come co.co.co. fra il 23 settembre 2016 e il 28 marzo 2017 e richiedeva che tale periodo gli fosse riconosciuto come lavoratore subordinato. La sua richiesta è stata bocciata perché, come ha spiegato il legale di Glovo, l'avvocato Francesco Tanca, "l'azienda non aveva l'obbligo di farlo lavorare così come lui aveva piena libertà di scegliere di effettuare le consegne". Status da dipendente che il fattorino chiedeva anche per i 12 giorni successivi, durante i quali avrebbe continuato a effettuare consegne senza aver firmato alcun contratto, e per quelli successivi ad un incidente d'auto (mezzo che utilizzava per consegnare i prodotti), che sarebbe avvenuto in questo lasso di tempo e in orario di lavoro.

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Il caso milanese arriva dopo quello di Torino, dove il Tribunale lo scorso 11 aprile ha stabilito che sei riders di Foodora "licenziati", e "sloggati" dalla piattaforma, a seguito delle proteste non sono lavoratori subordinati. Le motivazioni saranno depositate tra 60 giorni.

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