Rimborsi per fatturazione ogni 28 giorni: modalità ed erogazione entro fine anno

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Avverrà entro il 31 dicembre 2018 il rimborso relativo alla indebita fatturazione ogni 28 giorni attuata da TIM, Fastweb, Vodafone e Wind Tre.

L'Autorità, con le delibere 112/18/CONS, 113/18/CONS, 114/18/CONS e 115/18/CONS, aveva diffidato gli operatori a far venir meno gli effetti dell'illegittima anticipazione della decorrenza delle fatture emesse successivamente alla data del 23 giugno 2017. Entro fine anno, quindi, TIM, Vodafone, Wind Tre e Fastweb dovranno posticipare la data di decorrenza della fattura per un numero di giorni pari a quelli illegittimamente erosi. Spiega l'Authority: "Il calcolo dei giorni di servizio che ciascun operatore dovrà riconoscere in fattura ai propri utenti dovrà riguardare il periodo compreso tra il 23 giugno 2017 e la data in cui è stata ripristinata la fatturazione su base mensile".

Con una serie di delibere, l'Autorità aveva intimato alle società di telecomunicazioni di cessare l'applicazione delle condizioni tariffarie su 28 giorni a partire dal 23 giugno 2017.

Insomma, intanto il provvedimento adottato dall'Autorità servirà a "salvaguardare in tempi rapidi i diritti di tutti gli utenti coinvolti dagli aumenti tariffari imposti dagli operatori". Nella delibera su riportata, l'AGCOM prende in considerazione anche questo aspetto e sottolinea come anche per gli ex clienti appunto debbano essere garantite delle specifiche modalità di recupero.

Anche se il giudizio piú severo intendo riservarlo alle imprese della telefonia che (forse tuttora) pensano di poterla spuntare con ricorsi su ricorsi.

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Alcuni comuni, come Ravenna, da due anni anche Cervia e Milano Marittima, hanno totalmente sconfitto qualsiasi abuso. UE - "Quando si tratta di bilanci nazionali, evidentemente la cosa non ci riguarda".

Adiconsum ha così proposto un aumento del 30% dell'indennizzo se viene effettuato su richiesta dell'utente, in modo di "dare un impulso agli indennizzi automatici" e di evitare che l'operatore costringa gli utenti ad attivare la conciliazione.

Per fortuna sono ben presto intervenute le associazioni a tutela dei consumatori che, pressando sul governo, sono riuscite ad ottenere un decreto per obbligare le compagnie a tornare alla fatturazione mensile.

In merito si era espresso anche l'Antitrust, sostenendo che gli operatori si erano accordati per rincarare tutti insieme appassionatamente le proprie tariffe dell'8,6% senza alcuna giustificazione. Ora nessuno potrà più accampare scuse e finalmente potranno essere rispettati i diritti degli utenti.

Gli operatori avranno facoltà di "spalmare" questa posticipazione su più fatture. Il tempo, e non il denaro, rappresenta dunque la moneta di scambio con cui gli operatori dovranno rifondere il maltolto alla propria utenza.

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